18 AGAIN | Cosa mi è piaciuto e cosa no!

Si è da poco concluso in Sud Corea il drama “18 Again” adattamento del famoso film di Zac Efron “17 Again”, dato che all’epoca ero un po’ in fissa con Zac non potevo farmi mancare questa trasposizione coreana, continuate a leggere per scoprire com’è andata.

AMORE

LEE DO HYUN:

L’attore Lee Do Hyun è stato a mio avviso il protagonista assoluto di questo drama. Nonostante i suoi 25 anni è riuscito a spacciarsi per teenager senza troppi problemi grazie al suo bel visino, ma la bellezza non è tutto. L’attore ha infatti dimostrato di saperci fare nel suo ruolo di adulto intrappolato nel corpo di un teenager. Non solo è riuscito ad imitare la sua controparte adulta, l’attore Yoon Sang Hyun, alla perfezione, ma è anche riuscito a trasmettere l’affetto e le preoccupazioni di un padre verso i figli in tutte le scene che lo coinvolgevano. A mio avviso quest’aspetto è stato uno degli elementi più belli del drama e avrei tanto voluto vedere molte più scene con lui e i due figli al posto di tanti altri cliché.

LOVE TRIANGLE TRA TEENAGER:

Il tormentato triangolo d’amore tra i personaggi interpretati da Roh Jeong Eui, Choi Bo Min e Hwang In Yeop è stato sicuramente molto più interessante del triangolo d’amore che invece coinvolgeva gli adulti. L’attore Hwang In Yeop ricopriva i panni del bulletto della scuola, l’attore Choi Bo Min dello studente modello mentre l’attrice Roh Jeong Eui era la figlia del protagonista. E’ stato molto divertente vedere la gelosia di questi due ragazzi nei confronti di Lee Do Hyun, inconsapevoli che lui era in realtà il padre della ragazza in veste teenager. Al contempo il trope del bullismo, subito dal personaggio interpretato da Ryeoun, e dei figli trascurati è stato gestito in modo abbastanza egregio, forse anche grazie alla recitazione di questo cast giovane che se l’è cavata sicuramente molto meglio dei più veterani.

WI HA JOON, TRA PSEUDO-PATERNITA’ E BASEBALL:

L’attore Wi Ha Joon ricopriva il ruolo di un giocatore di baseball che tra carriera e infatuazione per la protagonista si deve anche occupare di una bimba piccola. Ho trovato il suo coinvolgimento nel romance tra i due protagonisti un po’ forzato, dato che sin da subito è evidente che non sarà lui a vincere. Ma nel suo ruolo di giocatore professionista che cerca di conciliare la carriera insieme alla responsabilità di crescere una bambina è stato favoloso. L’attore ha mostrato tutta la fragilità del suo personaggio e avrei tanto voluto una storia d’amore tutta sua.

REGIA, COMMEDIA & FLASHBACK:

Anche la regia ha svolto un lavoro egregio proponendo un buon mix di commedia e dramma. Grazie al trio interpretato da Kim Yoo Ri, Kim Kang Hyun e Lee Mi Do non sono mancati i momenti esilaranti che hanno smorzato un po’ i toni più malinconici del drama. A questo si aggiungo i molti flashback che ci mostrano i due protagonisti da giovani, retroscena indispensabile per capire come mai i due sono giunti al divorzio. Diciamo che il tema principale del drama è il classico cliché di una coppia che ha dovuto rinunciare a tutto per crescere dei figli, avuti forse troppo presto, e un rimpianto dopo l’altro hanno perso di vista le cose importanti. Ma cliché o no, questo elemento è stato proposto e mischiato molto bene nel drama. E’ stato bello vedere lui che torna a fare il padre e lei che si riscatta a livello lavorativo, ritrovando insieme quell’equilibrio che serve per mantenere la famiglia unita. Buona anche la cinematografia e l’ost, ma nulla di eccezionale.

ODIO

FORMAT & EDITING:

A fronte di un film che dura 1 ora e 45 minuti hanno scelto di produrre 16 episodi da 1 ora e 10 minuti l’uno, pertanto ancor prima che il drama iniziasse mi ero messa l’anima in pace, consapevole che mi sarei ritrovata di fronte al classico brodo allungato alla coreana, ma l’editing ha fatto del suo meglio per farmi girare le palle degli occhi. Il problema non sono infatti le 16 puntate, ma la durata da 1 ora e 10″ invece del consueto 40 minuti. Cliché e Trope non bastano per riempire quella mezz’ora in più per ogni episodio e dunque entra in gioco l’editing che si sofferma sullo stessa scena per svariati minuti con lunghi primi piani di personaggi in preda a crisi esistenziali, oltre a far partire gli episodi diversi minuti prima rispetto a dove si erano interrotti, riproponendoci dunque le stesse scene, magari con una prospettiva leggermente diversa. Vi dico solo che mi è venuto il latte alle ginocchia per non dire altro, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di tagliare queste benedette sceneggiature e prendere a bacchettate chi lavora all’editing dei drama coreani del 2020, avete rotto!!!

SCENEGGIATURA, TROPE & CLICHE:

Purtroppo a fare da contorno ai validi elementi citati nella categoria “AMORE” di questa recensione troviamo il nulla cosmico. La sceneggiatura è infatti piena di cliché e trope che nulla aggiungono alla trama principale. Da una parte abbiamo la forte tematica del realizzare i propri sogni vs rinunciare a tutto per il bene dei figli. E dall’altra abbiamo diverse sotto-trame legate al romance molto deboli, a cui si aggiunge il cliché dello stalker (x2), e tanti altri personaggi a mio avviso inutili ai fini della trama. Primo fra tutti l’insegnate di ginnastica interpretato da Lee Ki Woo, stalker psicopatico che vuole a tutti i costi conquistare la protagonista nonostante fosse stato rifiutato già ai tempi della scuola. A questo si aggiunge il romance tra l’amico del protagonista e una delle insegnati della scuola, l’amica della protagonista che ha una cotta per il marito della protagonista in chiave giovane. Alcuni di questi personaggi strappano qualche risata, ma nel complesso non offrono veramente nulla d’interessante ai fini della storia, già debole poiché l’amore tra la protagonista interpretata da Kim Ha Neul e il protagonista Lee Do Hyun è mitigato dal fatto che lui è nel corpo di un teenager.

CAST ADULTO:

Da sempre fans del cast veterano a discapito del cast “giovane” devo dire che in questo drama la coppia Kim Ha Neul e Yoon Sang Hyun mi ha deluso particolarmente. Lei un pesce lesso, monoespressiva con questa aria da cane bastonato per tutto il drama. Lui ridotto quasi a comparsa e dalla voce troppo squillante. Ok, hanno avuto i loro bei momenti, ma nel complesso erano molto sottotono rispetto al cast giovane.

“18 Again” voleva porsi come una simpatica commedia romantica, ma il titolo non è riuscito a trasmettere il genere romance al meglio, al suo posto ha però messo in campo un’ottima trasposizione dell’amore tra genitori e figli. La serie regala sicuramente svariati momenti interessanti, toccanti e divertenti, ma nel complesso è piena di riempitivi che rendono la visione tediosa, soprattutto nel finale ove avviene la fiera del cliché tra doom truck e connessione tra personaggi. 😉

Voto finale 7/10, consigliato ai fans di Lee Do Hyun per la sua eccezionale performance e/o agli amanti del family drama, per chi invece ama le rom-com a mio avviso è skippabile, c’è di meglio in giro.

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.