A Bittersweet Life | Recensione

Qualche mese fa vi avevo accennato che su Amazon Prime Video è comparso a catalogo il film sudcoreano intitolato A BITTERSEET LIFE. Finalmente ieri ho trovato il tempo di guardarlo in santa pace senza interruzioni e la prima delusione è arrivata nel giro di pochi secondi, l’audio originale non è presente quindi mi sono toccate 2 ore di doppiaggio in italiano. Se è vero che sono stata sempre orgogliosa dei nostri doppiatori italiani, è anche vero che nel corso dell’ultimo decennio ho capito che guardare le produzioni in lingua originale è meglio, poiché ci sono molte sfumature linguistiche che con la traduzione per il doppiaggio vengono perse, ma torniamo al film.

A Bittersweet Life è un noir d’azione che ha per tema principale la vendetta. Per i più curiosi, alla regia troviamo Kim Ji Woon, vincitore di diversi premi per i suoi film THE GOOD THE BAD AND THE WEIRD, I SAW THE DEVIL e THE AGE OF SHADOWS. Mentre il suo ultimo lavoro risale al 2018 ed è il film Illang: The Wolf Brigade, che vi ricordo è attualmente presente nel catalogo di Netflix, io ho provato a vederlo ma non mi è piaciuto.

Tra i protagonisti principali troviamo Kim Young Chul e Lee Byung Hun, ma in realtà è il secondo ad essere il protagonista assoluto del film. Sono entrambi attori veterani con alle spalle una lunga carriera, tra i lavori di Kim Young Chul i miei preferiti sono MY FATHER IS STRANGE e la saga di IRIS dove per altro ha collaborato proprio con Lee Byung Hun. Quest’ultimo poi è comparso più volte nei film del regista Kim Ji Woon, tra cui i tre sopra menzionati.

A loro si aggiunge un cast secondario tra cui figurano Shin Min Ah attualmente impegnata nel drama Chief of Staff. Jin Goo visto quest’anno in Legal High, Kim Sung Oh visto nel 2017 nel drama A Korean Odyssey mentre tra il 2018 e 2019 si è dedicato al grande schermo ove compare in 3 film. Il famoso Eric Mun che purtroppo ci delizia ad anni alterni, l’ultimo drama è dell’anno scorso Mama Fairy and the Woodcutter, chissà quando lo rivedremo. Ed infine Jeon Gook Hwan, super veterano classe 1952, quest’anno lo potete trovare nelle serie The Nokdu Flower e Partners for Justice 2.

Vediamo ora la trama, il boss della malavita Mr. Kang (Kim Young Chul) sospetta che la sua giovane fidanzata HeeSoo (Shin Min Ah) abbia una relazione “clandestina”. Incarica così il suo fidato braccio destro Sun Woo (Lee Byung Hun) di tenerla d’occhio, e nel caso in cui dovesse scoprire qualcosa, di chiudere la faccenda, e sappiamo tutti cosa vuol dire quando un boss della malavita ti da un ordine del genere. Ed è proprio questo incarico che stravolgerà la vita di Sun Woo portandolo sulla strada di una vendetta sanguinosa. Dopo aver passato qualche giorno con la bella Hee Soo, rimanendone affascinato, scopre la donna in atteggiamenti intimi con il giovane amante interpretato da Eric Mun. A questo punto preso da un momento di esitazione, anziché eseguire l’ordine impartito, decide di lasciarli andare.

A bittersweet life – trailer ita

Se vi aspettavate del romance, scordatevelo, l’incontro intimo tra l’attrice Shin Min Ah e l’attore Eric Mun è la massima estensione a cui arriva il romance in questo film, da qui in poi è tutta una scia di sangue fino alla fine. Come tutti i mafia film che si rispettino, ovviamente Mr. Kang viene subito a sapere del tradimento di Sun Woo e da l’ordine di farlo fuori. Sun Woo viene catturato, torturato e ridotto in fin di vita, questa è la svolta che trasformerà il personaggio interpretato da Lee Byung Hun, da un semplice uomo che si atteggia a malavitoso ad un disperato in cerca di vendetta.

Come nella maggior parte dei film sudcoreani, la prima metà del film è molto lenta e spesso vi chiederete che diavolo ci vogliono raccontare, visto e considerato che l’interazione tra i personaggi è ai minimi storici, a parte la sinossi che vi ho descritto sopra non è presente una storia vera e propria, ed anche lo sviluppo dei personaggi è ridotto al minimo. Come consuetudine nei film coreani nulla vi sarà spiegato fino al finale ma la peculiarità di questo film è che molte cose le capirete dal comportamento dei personaggi più che dai dialoghi, anch’essi ridotti all’osso.

Essendo Sun Woo il braccio destro di un boss, mi aspettavo di vedere sullo schermo uno di quei gangster con le palle quadrate, ed è qui che entra in gioco la seconda delusione. Più la vendetta di Sun Woo va avanti e più diventa evidente che l’uomo non sa minimamente che diavolo sta facendo, ma è proprio questo suo modo di fare sconsiderato che pian piano ci fa capire che deve esserci qualcosa che ci sfugge sul modo in cui ci è stato dipinto il suo personaggio, se è un pezzo grosso, com’è possibile che sia così “imbranato”?

Bisogna purtroppo aspettare l’ultimo quarto d’ora del film per ricomporre i pezzi del puzzle e cercare di dare un’interpretazione logica a quanto visto fino ad ora. La conclusione a cui io sono giunta guardando il film è che Sun Woo non era il tipico braccio destro di un potente boss della malavita, ma un sempliciotto che si atteggiava a fare il grand’uomo. Era un dirigente d’albergo che per 7 lunghi anni ha servito Kang come un cagnolino al guinzaglio, e per un piccolo gesto di umanità provato grazie alla ragazza Heesoo, viene gettato via come un cane abbandonato. Lo shock di essere trattato come una pezza da piedi nonostante i suoi 7 lunghi anni di fedeltà è la scintilla che scatena tutta la sua vendetta.

Ed è proprio il finale nella sky lounge che ha spazzato via le mie delusioni e mi ha fatto alzare il voto da un 6 scarso ad un 7,5. Il mezzo punto è riservato alla colonna sonora, a mio avviso la parte più bella di tutto il film. Non posso dare di più poiché mi aspettavo veramente qualcosa di molto più forte e complesso alla THE MAN FROM NOWHERE, e poi se c’è una cosa che non sopporto dei film sudcoreani è lo spreco di tempo, su 2 ore di film riescono sempre a sprecarne 1,5 a raccontare il niente per poi chiudere frettolosamente il tutto quando la storia inizia a diventare interessante. Succede in nove film su dieci, credetemi!

A bittersweet Life – OST

In conclusione consiglio la visione del film solamente agli amanti dell’action, che impazziscono per combattimenti e sparatorie con fiotti di sangue. Sebbene la colonna sonora meriti moltissimo, l’esecuzione del film a mio avviso è totalmente sbilanciata. La mancanza di una vera e propria storia con dialoghi ed interazione dei personaggi poi, rende il tutto piuttosto lento e noioso da seguire nonostante le scene di azione. Voto 7.5/10

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