A Piece of Your Mind – Recensione

Chae Soo Bin & Jung Hae In

A Piece of Your Mind, in coreano: 반의 반; (Baneui Ban), è un drama del 2020 andato in onda su tvN dal 23 marzo al 28 aprile con protagonisti Jung Hae-in, Chae Soo-bin, Lee Ha-na, Kim Sung-kyu e Park Ju-hyun, e diretto da Lee Sang Yeob. Questo drama rientra nel genere romantico e melodrammatico e ha tutti gli elementi per far colpo sul pubblico: un bel po’ di techno fiction, due attori protagonisti importanti, oltre che belli e bravi, e una colonna sonora ben costruita. Purtroppo la serie ha avuto dei problemi, durante la messa in onda, che ne hanno decretato il taglio, portandone la durata dai programmati sedici episodi ai dodici effettivamente girati e trasmessi. Il calo di share unito alla caduta di interesse degli sponsor non sono la causa, ma la conseguenza di quanto, chi scrive, non riesce a spiegarsi se non con il momento di crisi dovuto alla pandemia che probabilmente ha influito su un drama che invece, sempre a parere di chi scrive, meritava probabilmente di più.

La storia racconta di Moon Hae-won, interpretato da Jung Hae-in (Tune in for Love – 2019, One Spring Night – 2019, Something in the Rain – 2018 tutti e tre su Netflix, While You Were Sleeping – 2017 su Viki), un genio dell’intelligenza artificiale e CEO di una compagnia informatica. Hae-won vive il contrasto tra il suo lavoro volto al futuro e la sua vita ancorata ad un passato irrisolto legato alla ragazza che ha amato sin dalle scuole medie, Kim Ji-soo, interpretata da Park Ju-hyun (Extracurricular su Netflix), che invece ha sposato per amore Kang In-wook (Kim Sung-kyu) un pianista talentuoso e tormentato, poco apprezzato dal pubblico. La rottura degli equilibri di questo passato irrisolto, almeno per Hae-won, ma scopriremo poi anche per la coppia Ji-soo e In-wook, avviene con l’ingresso in scena di Han Seo-woo a cui da il volto Chae Soo-bin (Where Stars Land, – 2018, I’m Not a Robot – 2018 tutti e due su Viki) talentuosa ingegnere del suono alle prime esperienze lavorative, positiva e radiosa con le persone, nonostante abbia perso i genitori in una situazione assolutamente drammatica: uno dei disastri nazionali che spesso vengono citati nei drama.

Moon Hae-won dopo aver perso sua madre, pianista, in Norvegia dove viveva condividendo scuola, vita e sentimenti mai rivelati con la coetanea Ji-soo, viene in pratica adottato dalla famiglia di una diplomatica coreana, ritrovandosi così in Corea e poi a studiare in America. Torna in Corea per incontrare Ji-soo e scoprire che sta per sposare il pianista In-wook e da questo momento per Hae-won la vita sarà rivolta al passato, le sue capacità informatiche verranno rivolte a creare una AI che in pratica dovrebbe essere un surrogato di Ji-soo. Potrebbe sembrare un carattere immaturo, soprattutto all’inizio, ma la realtà è tutta nel dramma insuperato che si porta dietro dalla morte della madre e dal ritrovarsi da un giorno all’altro ad aver perso tutto. Jung Hae-in riesce a dare il giusto spessore al protagonista con la sua interpretazione, anche se la regia si sofferma un po’ troppo su frame silenziosi che dovrebbero mostrare i suoi conflitti interiori, le sue attese e speranze. Questo è comunque un ruolo collaudato per l’attore, sarebbe interessante vederlo in uno diverso, magari in un Sajeuk come The Age of Blood del 2017, non disponibile sulle piattaforme attive in Italia, per saggiare le sue capacità recitative in un contesto completamente diverso.

Jung Hae In nel ruolo di moon Ha Won

Han Seo-woo, fatica anche lei a uscire dal trauma della perdita dei genitori. Il suo villaggio in qualche modo è connesso alla storia di Hae-won e Ji-soo ed è legato alla memoria collettiva nazionale per un evento drammatico che fece molte vittime. Vive in una pensione, in particolare in un sottoscala che per lei rappresenta un guscio e un alibi per non affrontare i suoi fantasmi. Nonostante tutto ha un carattere empatico e solare con le persone, cosa che le permetterà di entrare in confidenza sia con Hae-won che con Ji-soo, ma soprattutto utile nel lavoro che la realizza completamente di ingegnere del suono. Il suo rapporto con Hae-won sfocerà in un sentimento di amore vero, quello che appare come il primo vero amore vissuto da entrambe. Chae Soo-bin riesce anche in questo ruolo a dare una buona prova di attrice, realizzando un carattere differente da quello dei due drama citati più sopra, anche se con I’m not a Robot abbiamo una similitudine in quanto in entrambe si trova ad amare un uomo che nutre dei forti sentimenti per un’altra persona che non c’è più e quindi deve riuscire a rendere credibile un personaggio che vuole ribaltare la situazione in suo favore.

Chae Soo Bin nel ruolo di Han Seo Woo

Kang In-wook è un personaggio tormentato anche lui e profondamente innamorato di Ji-soo. Conserva nel cuore forti rimpianti, sia verso la moglie che nei confronti della madre di Hae-won, sentimenti che riesce a esprimere benissimo nella musica. Kim Sung-kyu appare spesso rigido nel ruolo di In-wook, tanto da far sembrare il suo personaggio un cattivo piuttosto che una persona che soffre intimamente, nel complesso e nel progredire della storia migliora però nella recitazione di pari passo con l’evolvere del personaggio. Kim Ji-soo è un bel personaggio, la storia in fondo è pervasa dalla sua presenza, sia come persona reale che come AI. All’inizio sembra la persona più fragile, ma nel prosieguo della storia si intuisce che probabilmente è il carattere più forte, capace di far maturare i protagonisti e farli incontrare ognuno con i propri sentimenti. Importanti nella sceneggiatura sono i colloqui dei protagonisti con lei, in particolare con la sua AI, dove spesso vengono inserite risposte, dubbi, considerazioni decisive alla comprensione degli altri protagonisti e della storia. L’attrice Park Ju-hyun è riuscita a prestare il suo volto, e la sua voce, a Ji-soo/AI in maniera eccellente e credo che molto di quanto detto sul personaggio sia dovuto alla sua interpretazione che riesce a stimolare una forte empatia verso di lei nel pubblico, la stessa che nella storia avvolge i vari protagonisti.

Altro ruolo importante ai fini della trama è quello di Moon Soon Ho, interpretato dall’attrice Lee Ha-na, la “zia” acquisita di Hae-won, nonché nipote della diplomatica. Giardiniera in parte per passione e in parte per rifugiarsi dalla vita, avrà un ruolo importante per l’evoluzione di In-wook. Non possiamo aggiungere altro per questioni di spoiler, ma il ruolo è ben interpretato da Lee Ha-na, anche se la sceneggiatura la inserisce in svariate scene dove risulta ridondante, come in alcuni momenti che si svolgono nella sala registrazione.

Lee Ha Na nel ruolo di Moon Soon Ho

In definitiva A Piece Of Your Mind è un bel drama che descrive come personaggi diversi, in qualche modo legati tra loro, riescano a superare dei traumi che li hanno chiusi ognuno in se stessi come all’interno di un guscio: Hae-won che vive nel suo passato trascorso con Ji-soo, Seo-woo nel suo scantinato aggrappata al ricordo dei genitori e rifiutando il ruolo di essere se stessa oggi, in fondo, vivendo cosi anche lei nel passato. Stessa cosa per In-wook per il quale il passato incombe come un pesante fardello capace di impedirgli di arrivare ad essere l’artista che è, crucciandosi per quanto questo possa aver sconvolto la moglie e non capendo, che alla fine, quanto invece sia stato errato tutto questo. Il compito di Ji-soo, soprattutto della sua coscienza artificiale è quello di aiutare tutti e tre ad uscire da questo guscio, permettendo ad ognuno di riappropriarsi della propria vita guardando di nuovo al futuro.

Importante la colonna sonora di A Piece Of Your Mind, come si può comprendere, trattando di pianisti, sale di registrazione e tecnici del suono. Nell’album trovano spazio molti pezzi pianistici come il bellissimo tema suonato da In-wook per la moglie, Misiryung Sunset, che riesce a esprimere tutto lo struggente amore di lui verso Ji-soo. Bello anche l’altro pezzo strumentale, First Love, introdotto da arpeggi al piano al quale si unisce la voce del clarinetto a descrivere la malinconia dei sentimenti del primo amore, in un terzo tempo viene introdotto l’oboe a riprendere il tema con il sottofondo degli archi ai quali poi è affidata la conduzione del tema alla fine del suo fraseggio, con il piano sempre presente come se fosse una voce narrante. Tra i brani cantati degni di nota sono Slowly Fall di Ha Hyunsang, un brano riflessivo molto intimo condotto da pianoforte e rafforzato dalla presenza di chitarra e violino che ben esprimono il carattere del drama e dei suoi personaggi chiusi nei loro tormenti. Bellissimo è il brano Rain or Shine di Elaine che già nel titolo racchiude la poetica di tutto il drama, con la voce carezzevole di Elaine che sospirata all’inizio incede nel procedere. Who I Strolled With ha una bella orchestrazione e le voci maschile e femminile armonizzano perfettamente restituendo, all’ascolto, le emozioni di alcuni momenti del drama. Chitarra e pianoforte accompagnano la storia che Lasse Lindh ci racconta in Be Your Moon, raccontandoci di notti stellate e del sogno di amore dei protagonisti di A Piece Of Your Mind.

In conclusione, A Piece of Your Mind è un drama che va “letto” bene negli aspetti sin qui sottolineati, è una storia che sale piano al cuore dello spettatore narrando di personaggi lontani caratterialmente ma con un comune, anche se differente, modo di chiudersi al mondo e della fatica di riuscire a riprendere a respirare, grazie al confronto con gli altri. A dispetto di quanto accaduto alla produzione, per i problemi di share, credo che questa storia scritta da Lee Sook Yun meriti 8/10 stelle.

Giovanni

Da sempre appassionato di culture orientali, da buon otaku di vecchissima data ha studiato anche lingua e storia giapponese. Recentemente interessatosi alla cultura coreana, in particolare alla storia del periodo Joseon, sta studiando lingua coreana e ha allargato il suo interesse per il cinema del "paese del calmo mattino" anche ai drama, storici e non. Musicista, segue molti autori giapponesi e coreani ed è un collezionista di colonne sonore di drama coreani.