Out of my comfort zone | 5 titoli “Drama Life” che mai avrei pensato di amare

Al di là del mio ruolo di autrice di un blog sono in primis, come tutti voi, una fan di dramaland, e come tutti voi ho gusti e preferenze personali che mi portano a dare priorità a determinati titoli lasciandone indietro tanti altri. Amando però le produzioni asiatiche nel loro insieme, sono fermamente convinta che a volte sia necessario uscire dalla propria zona di confort e dedicarsi a quei titoli che si sono accumulati nella lista: “questo prima o poi lo guardo”, poiché tra di essi possono nascondersi tante piccole perle di dramaland.

E così ogni tanto mi concedo delle pause dai miei preferiti per spaziare tra i generi che meno digerisco. A sto giro è toccato al “Life Drama” o “Slice of Life”, cioè quegli spaccati di vita che raccontano la quotidianità di un gruppo di persone. Genere, che unito al melodrama, mi fa solitamente venire il latte alle ginocchia per il loro ritmo lento e per le trame character-driven, ove la narrazione si concentra sui personaggi anziché sulla trama esterna (plot-driven). Armata dunque di tanta pazienza mi sono avventurata alla ricerca di quei titoli che mi ero promessa di guardare e/o che avevo provato a visionare ma non ero dell’umore giusto, si perché nella scelta di un drama è importantissimo tenere conto dell’umore del momento. 😉

Tra dicembre e gennaio i fortunati ad essere pescati dalle mie liste, grazie anche alla loro comoda reperibilità via streaming, sono stati: Matrimonial Chaos, A Beautiful World, My Unfamiliar Family, Light in Your Eyes (VIKI), e Dear My Friends (NETFLIX eng-sub).

Matrimonial Chaos (2018)

Matrimonial Chaos è una commedia romantica, andata in onda su KBS nel 2018, che tratta il tema dell’amore con toni in realtà molto diversi da quelli della rom-com. Più che una commedia credo sia un’ode di ironia e malinconia alla vita matrimoniale, i protagonisti sono due coppie in crisi la cui storia s’intreccia in parte per puro caso e in parte per il cliché “ci conoscevamo già prima”.

Da un lato abbiamo Jo Seok Moo (CHA TAE HYUN), un agente di sicurezza testardo, solitario, e pignolo che vive di rimpianti e vuole divorziare dalla moglie Kang Hwi Ru (BAE DOO NA), una donna trasandata con la testa tra le nuvole il cui sogno nel cassetto è quello di scrivere favole per bambini. Dall’altro lato abbiamo Jin Yoo Yeong (LEE EL) e Lee Jang Hyun (SON SEOK KOO), lei lo ama profondamente e vorrebbe sposarsi ma lui è allergico ai legami e la tradisce in continuazione. La storia di queste due coppie, già in crisi, si complica ulteriormente quando Seok Moo incontra la sua ex-ragazza, che è ovviamente Yoo-Yeong. L’uomo inizia così a vivere di ricordi ostinandosi a fare da cavaliere a Yoo Yeong, incurante che forse dovrebbe prima risolvere i propri di problemi matrimoniali.

Ottima l’interpretazione del cast, tanto che più volte mi sarebbe piaciuto prendere a schiaffi i due uomini e dare una scrollata di spalle alle due donne. L’esecuzione della trama è ottima in quanto mischia alla perfezione le due narrazioni character-driven e plot-driven, la storia dei singoli personaggi s’intreccia in quella di coppia e infine in quella di 4 adulti che diventano amici affrontando simili problematiche. Sul fronte copione devo invece dire che la serie non offre nulla di “innovativo”, è la classica storia sul matrimonio che va in crisi per divergenze di carattere e per i rimpianti che si portano dentro troppo a lungo. Sicuramente scritta bene e ben interpretata ma alla lunga stancante, 12 episodi erano a mio avviso più che sufficienti al posto dei 16 proposti. Voto 8/10.

Curiosità: Bae Doona e Son Seok Koo facevano coppia nella serie di Netflix “Sense 8”.

A Beautiful World (2019)

Beautiful World è un drama di JTBC che volevo visionare solo per il giovane attore Nam Da Reum che promette di seguire le orme di Yeo Jin Goo quando si parla di giovani attori di talento. Quando ho scoperto che la serie si apriva con lui che finisce in coma ho desistito e accantonato il drama. Mai errore fu più grave! Il titolo si è rivelato essere un eccellente mystery-crime, ambientato in ambito bullismo scolastico, recitato alla perfezione da tutto il cast, giovani e adulti.

Come accennato la serie si apre con la famiglia Park che viene distrutta dalla notizia che il loro primogenito Park Sun Ho (Nam Da Reum) è finito in coma all’ospedale dopo essere precipitato dal tetto dell’edificio scolastico. Inizia così da parte della famiglia una lunga e tormentata ricerca della verità, tra poliziotti che conducono le indagini in modo sbrigativo e archiviano il caso come tentato suicidio, un corpo insegnanti che fa ostruzionismo per salvaguardare la reputazione della scuola, studenti che mentono su quanto realmente accaduto, e genitori meschini che considerano l’intera vicenza una mera distrazione alla formazione scolastica dei figli.

La storia segue da vicino la madre di Sun-Ho, interpretata dalla bravissima Choo Ja Hyun, e il suo disperato tentativo di far luce su quanto realmente accaduto mentre deve fare i conti con l’aspetto più negativo della società coreana e alcune delle mamme più cattive di dramaland. Tra queste spicca Seo Eun Joo che è disposta a tutto pur di proteggere il figlio Oh Joon Seok, il principale sospettato. Favolosa l’interpretazione di questi due personaggi da parte dell’attrice Cho Yeo Jung e del giovane attore Seo Dong Hyun, entrambi in bilico tra momenti di fredda lucidità e crolli mentali, con la fiducia di entrambi che si crepa sempre di più con l’avvicinarsi di Sun-Ho alla verità. Favolosa anche Kim Hwan Hee come sorella di Sun-ho e infine Nam Da Reum stesso nonostante compare a intermittenza. Per la trama scritta bene, la performance del cast e la colonna sonora ho dato un 9/10, un po’ trascinato nel format da 16 puntate.

My Unfamiliar Family (2020)

My Unfamiliar Family è un drama di tvN dell’anno scorso la cui locandina trae molto in inganno, quello che sembra essere un leggero e simpatico family drama è in realtà un makjang (soap opera) travestito da dramma familiare. La trama ci racconta la storia della famiglia Kim, il padre Kim Sang Shik (JUNG JIN YOUNG) è un camionista che vive più fuori che dentro casa, la moglie Lee Jin Sook (WON MI KYUNG) è una donna remissiva che resiste solo per il bene dei tre figli: la primogenita Kim Eun Joo (CHOO JA HYUN) è un ex-avvocato dal carattere freddo e insensibile, l’egocentrica figlia di mezzo Kim Eun Hee (HAN YE RI), e il sensibilissimo figlio minore Kim Ji Woo (SHIN JAE HA).

Dire che questa famiglia ha problemi di comunicazione è riduttivo, i fraintendimenti e le verità non dette si sono accumulate per quasi due decadi, portando i membri di questa famiglia ad essere perfetti estranei. Quando la madre sgancia la notizia bomba che vuole divorziare, e il padre rimane coinvolto in un incidente che lo porta a riavere la memoria di un ventenne, la famiglia è costretta a fare i conti con i tanti scheletri nascosti nell’armadio.

La prima parte della serie risulta avvincente grazie ad una storytelling accattivante. La regia passa velocemente da un personaggio all’altro e grazie ai loro ricordi ci mostra una panoramica generale delle loro dinamiche di vita personale e familiare. Ad ogni scheletro dell’armadio spolverato corrisponde un twist plot per lo spettatore che lo porta a comprendere a pieno il carattere di ogni singolo personaggio. Nella seconda parte il ritmo tende a scemare sempre di più a mano che i vari segreti vengono svelati e risolti, e la serie lascia spazio alla crescita dei personaggi sia come singoli individui che come membri di una famiglia.

Favolosa la coppia principale di marito e moglie che tiene lo spettatore incollato allo schermo in quanto curioso di sapere cosa è successo di tanto grave per ridurre due piccioncini innamorati a vivere con così tanto rancore. Dei figli ho trovato molto interessanti le storie delle due sorelle, una alle prese con un marito Tae-hyung (KIM TAE HOON), che l’ha usata per coprire i suoi segreti. E l’altra alle prese con due pretendenti, il suo migliore amico Park Chan Hyuk (KIM JI SUK) e il suo capo Im Geon Joo (SHIN DONG WOOK). Abbastanza insignificante invece la storia del figlio minore e della sua collega di lavoro, purtroppo entrambi i personaggi sembravano un extra aggiunto tanto per riempire. Ritengo infine che l’elemento makjang sia stato abusato un po’ troppo, è abbastanza irrealistico che la stessa famiglia si ritrovi ad affrontare così tanti twist plot.

L’unione del family drama con il makjang non è sicuramente una novità in dramaland, ma il format da 16 episodi lo hanno reso una boccata di aria fresca rispetto ai weekend drama che trascinano la storia per 50+ episodi. Nel complesso il drama è ben scritto, recitato, e mi ha intrattenuto al punto giusto. Voto: 8.5/10

Dear My Friends (2016)

Dear My Friends è un drama di tvN che se non sbaglio è uscito per festeggiare il decennale dell’emittente televisiva. Si tratta di un vero e proprio slice of life che ci racconta le gioie e i dolori di un gruppo di amiche molto avanti con l’età. La peculiarità di questa serie è infatti il cast tutto, o quasi, veterano!

Attratta dal cast, che adoro, ho provato più volte a visionare la serie senza successo, questo gennaio finalmente ero dell’umore giusto, chissà avrò avuto il mio personale allineamento di pianeti 😂, e mi sono goduta questa stupenda maratona tra grasse risate e momenti drammatici. La storia inizia introducendoci i vari personaggi e una “signora” dopo l’altra iniziamo a capire che ci troviamo di fronte ad un gruppo di amiche storiche che hanno condiviso tutto nella vita, ma che hanno ancora voglia di amare e vivere nonostante la società sembra gridargli contro che è ormai giunta la loro ora.

Nan-hee (GO DOO SHIM) chiede alla figlia Wan (GO HYUN JUNG), aspirante autrice, di accompagnarla al raduno con le amiche e di scrivere un libro su di loro. La figlia non ne vuole sapere ma alla fine cede, le accompagna, e inizia a farci da voce narrante. Grazie a questo raduno iniziamo a conoscere tutti i personaggi che ci terranno compagnia nel corso del drama, ognuno di loro sarà protagonista della sua singola storia che è però in qualche modo intrecciata con quella degli altri personaggi dato che condividono una profonda amicizia-sorellanza. Non solo donne però, la storia ci propone anche l’altro lato della medaglia con fidanzati, mariti, ex, e nuovi spasimanti.

La trama di “Dear My Friends” è dunque uno spaccato di vita su cinque amiche e rispettive famiglie che si portano dietro un bagaglio di amori e dolori abbastanza ampio da coprire con interesse tutto l’arco delle 16 puntate proposte. Al di là delle singole storie scritte divinamente e altrettanto interpretate, la serie offre anche una bellissima panoramica su diversi aspetti della vita di persone considerate anziane. Le diversità tra le generazioni, il voler vivere, amare, e sognare nonostante le difficoltà dettate dall’età, l’ombra oscura delle malattie, dai tumori alla demenza senile. E tanti altri temi importanti trattati però con la giusta dose di serietà e leggerezza grazie fantastici personaggi e all’amicizia. A questo si aggiungono scenari bellissimi e una colonna sonora che calza a pennello. Voto 10/10

Curiosità: il drama ha vinto come miglior drama e miglior sceneggiatura (Noh Hee Kyung) presso la 53^ ed. dei Baeksang Arts Awards (2017).

Light in Your Eyes (2019)

The Light In Your Eyes, conosciuto anche come Radiant, è un drama di JTBC che all’apparenza racconta la storia di una ragazza di 25 anni che si ritrova nel corpo di una 70enne, il tutto grazie ad un orologio magico che le permette di riavvolgere il tempo con l’inconveniente di invecchiare più velocemente. In realtà la serie affronta un tema molto più profondo che sorprende lo spettatore. E’ un drama che richiede apertura mentale e molta pazienza, ma vi assicuro che ripagherà immensamente i vostri sforzi.

Durante le prime dieci puntate lo spettatore si trova catapultato in una storia che inizialmente non ha alcun senso, passando dal fantasy, al romance, al melodrama, la sensazione provata è quella di confusione, smarrimento e mancanza di lucidità. Vi giuro che in più di un’occasione mi sono chiesta cosa diavolo si fosse fumato l’autore per scrivere sta roba. Ma poi nel finale della puntata 10 arriva il mega twist plot, quello che ti stravolge l’esistenza e che trasforma una trama da “fumatore di canne” in una roba geniale.

L’autore ha scritto la storia da un punto di vista molto peculiare ed è stato bravissimo nel rappresentarlo. Le ultime due puntate chiudono magnificamente la trama, mostrandoci in alternanza la vera vita vissuta dalla protagonista e l’attuale presente. Ci sarebbe così tanto da discutere su questa produzione ma è impossibile farlo senza spoiler e la bellezza del titolo è proprio l’esperienza alla “Il sesto senso”, lo spettatore deve scoprirlo da solo cosa sta guardando veramente.

L’attrice veterana Kim Hye Ja aveva già dimostrato di poter ricoprire un ruolo simile in “Dear My Friends” ma in questa produzione si è decisamente superata. Non che debba dimostrare qualcosa a qualcuno con 4 Daesang in tasca vinti ai Baeksang Awards, di cui uno incassato proprio grazie alla sua performance in “Radiant”. Ad accompagnarla in modo altrettanto eccezionale gli attori veterani Ahn Nae Sang e Lee Jung Eun, che porta a casa il premio come miglior attrice di supporto.

Per il concept brillante e la performance eccezionale ho deciso di concedere un 10 pieno anche se la colonna sonora manca veramente d’impatto rispetto alla qualità complessiva della produzione. Inoltre le due puntate finali sembrano un drama a parte e distaccato dal resto del drama, forse è il prezzo da pagare per voler giocare con un potente twist plot.

Laura

Da sempre appassionata di film e serie tv, nel 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.

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