#Alive (kmovie)| Recensione

#Alive; o, Un inno all’autoisolamento

Sarei dovuto andare a fare la spesa, proprio come mi avevi detto, mamma!

Il cinema coreano è al passo con i film sugli zombi. Dopo i film Train to Busan e il drama Kingdom, ora arriva #Alive, un thriller di sopravvivenza diretto da Cho Il Hyung e interpretato da Yoo Ah In e Park Shin Hye nei ruoli principali.

Diretto da: Cho Il Hyung Casting: Yoo Ah In, Park Shin Hye
Lingua: Coreano Titolo originale: 살아있다 Durata: 98 min.

Sinossi

Oh Joon Woo (Yoo Ah In) è un tipico gamer coreano con tanta roba high-tech e troppo tempo a disposizione. Vive con i suoi genitori e la sorella. Un giorno, si sveglia e trova un biglietto lasciato da sua madre. Quando accende la TV, i giornalisti parlano dello scoppio di un virus sconosciuto. All’improvviso, il complesso di appartamenti di Oh Joon Woo si trasforma in caos mentre gli altri abitanti si trasformano in mostri feroci e iniziano ad attaccarsi a vicenda. Bloccato in un appartamento, Oh Joon Woo perde gradualmente la speranza di essere salvato. All’improvviso scopre di non essere l’unico sopravvissuto …

A corto di tempo

Ho sentito parlare del film #Alive un paio di mesi fa, leggendo le statistiche al botteghino del mercato asiatico. Inoltre, molti utenti di MDL hanno condiviso con entusiasmo i loro pensieri sul film. Inutile dire che ho dovuto dargli un’occhiata, soprattutto in considerazione del fatto che Peninsula (2020) è uscito proprio di recente.

Ad essere onesti, sono rimasto sorpreso da quanto sia bello questo film. Inizia in modo discreto, ma la suspense accumulata mi ha tenuto incollato allo schermo della TV. Si potrebbe sostenere che i film sugli zombi siano troppo cliché e scadenti, ma #Alive fornisce una boccata d’aria fresca tanto necessaria, richiamando classici sui sopravvissuti solitari come The Last Man on Earth (1964) e The Omega Man (1971).

Tanto più non riesco a capire il backlash (contraccolpo) ottenuto dal film. Le persone scrivono nelle loro recensioni che è noioso, non realistico e troppo breve. Che cosa? Abbiamo visto lo stesso film? Naturalmente, la bellezza è negli occhi di chi guarda e capisco perfettamente che le persone hanno le proprie preferenze e capacità di attenzione, ma il film (con la sua sceneggiatura intelligente e gli effetti ben fatti) mi ha sicuramente fatto pompare il sangue.

Le cose che devo assolutamente elogiare sono le seguenti: ottimo design di zombi (molto più vivido che in Train to Busan), spartiti musicali synthwave accattivanti, paure improvvise e grandi prestazioni dei protagonisti principali. Yoo Ah In e Park Shin Hye, che hanno “spaccato” nel ruolo di persone che cercano di scappare dal buco infernale degli zombi.

Tuttavia, ci sono stati circa due momenti nell’intero film che mi sono sembrati un po’ troppo sciocchi. Non entrando nell’area degli spoiler, permettetemi di dire che a volte l’eroe è protetto da nient’altro che dall’armatura della trama. Secondo me, questo è l’unico svantaggio di #Alive.

Consigliato a: Se ti piacciono gli orrori degli zombi e (cosa più importante), se ti piace Yoo Ah In, allora ti consiglio il film. Guardarlo è stata un’esperienza rinvigorente. Spero vivamente che il regista Cho Il-hyung e lo scrittore Matt Naylor escogiteranno cose più eccitanti in futuro.

Voto finale: 8/10

Questa recensione è stata scritta e pubblicata da Oliver Ebisuno92 il 09.12.2020 sul suo blog “Watching Asia Film Reviews“. L’autore ci ha dato il permesso di tradurla e pubblicarla su Daily Korean Drama.

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