Dark Hole | Recensione

“Dark Hole” è un drama coreano di OCN, canale sudcoreano via cavo “specializzato” nei generi un più dark del mondo dramoso: crime, thriller, action e horror.

Questa nuova serie è andata in onda dal 30 aprile al 5 giugno ed è il quinto titolo Dramatic Cinema di OCN, progetto che combina il formato drama con il formato film, distinguendosi dai drama OCN Original, sia per il formato da 12 episodi sia per script e regia, solitamente assegnata a chi ha già lavorato nel cinema. I progetti precedenti sono stati “Search” e “Team Bulldog: Off-Duty Investigation” nel 2020, mentre nel 2019 “Trap” e “Hell is Other People”, meglio noto come “Stranger from Hell”.

TRAMA

Lee Hwa-Sun, una detective dell’unità investigativa della polizia di Seoul, interpretata da Kim Ok-Vin, intrigante in ‘Arthdal Chronicles’, è costretta ad andare in una cittadina di campagna chiamata Muji per seguire le tracce dell’assassino di suo marito. Una volta arrivata lì, però, trova una situazione di caos, ovunque gente impazzita,  avvelenata da un fumo che è fuoriuscito da una voragine e che dopo averlo inalato li ha trasformati in mutanti violenti. Accantonando la sua missione deve subito reagire e cercare di fare del suo meglio per aiutare chi viene aggredito o chi cerca di scappare.

Anche Yoo Tae-Han, ex poliziotto ora autista per una società che rottama auto, interpretato da Lee Joon-Hyuk, affascinante in ‘Stranger 2’, affronta la sua personale lotta per sopravvivere e salvare i suoi concittadini. La detective e l’autista convergeranno le loro forze per strappare al ‘fumo’ più gente possibile, ma questa è una pandemia che comporterà altri tipi di lotte, non solo quella classica legata all’apocalisse zombie.

RECITAZIONE & PERSONAGGI

Recitare in un drama di questo genere comporta varie difficoltà, sia sul piano emotivo, vedi le sequenze che includono tante comparse, sia a livello fisico dove viene richiesto uno sforzo non indifferente, tipo durante le lotte concitate. In questo Kim Ok-Vin è riuscita a convincermi, aiutata anche da una buona presenza fisica. Il suo personaggio vive una lotta con se stessa divisa fra la ricerca della vendetta e il rimanere salda ai suoi principi, cercando di mettere da parte la propria storia personale per salvare tutti. La sua recitazione è stata ricca di sfumature, tanto da regalarci un ruolo fatto apposta per lei. Ci sono stati, comunque, alcuni momenti in cui ho visto un calo espressivo legato credo più a una falla nella trama che all’incapacità artistica dell’attrice, che però ti facevano alzare gli occhi al cielo.

Passo alla controparte maschile,  Lee Joon-Hyuk, il suo lavoro tutto sommato è stato soddisfacente. Il personaggio affronta ogni situazione in modo spensierato e ironico, nonostante la sua vita sia stata segnata da una tragedia  familiare. Questa spensieratezza poteva risultare fuori luogo o ridicola, ad esempio negli scambi di battuta pungenti e cinici con le sue vecchie conoscenze, invece l’ho trovato sobrio e posato. La sua presenza nel drama ha un’impronta più di azione, possiamo definirlo l’eroe umile, quello che non ci pensa due volte a buttarsi nel pericolo se bisogna salvare qualcuno.

Sono una bella coppia da vedere e ho trovato giustissima l’assenza di un risvolto romantico-amoroso, comunque traspariva dai loro sguardi un buona intesa, tanto palese, da farmi affezionare a questi due ‘complici’ anti-apocalisse.

Ci sono altre figure chiave che a turno affiancano Hwa Sun e Tae Han: dai poliziotti di Muji, un po’ sopra le righe per i miei gusti, alla sciamana del villaggio, che sfrutta la situazione per ravvivare il suo potere, interpretata con la solita solfa teatrale; per finire con una liceale travagliata e complicata, a cui la giovane attrice è riuscita a dare una giusta aura. Il resto del cast, alquanto numeroso, tra cui i bambini, sono stati bravi e capaci. Voglio aggiungere che tutti i cosiddetti ‘zombie’ apparivano credibili, un punto a favore che ha aiutato a sostenere l’aria di ansia e paura che si respira con questo tipo di visione.

PRODUZIONE

Come anticipato all’inizio questa produzione OCN è stata realizzata con risorse e mezzi di alto livello, come aveva già fatto con altri drama tipo ‘Search’ e ‘Team Bulldog’, ottenendo riprese cinematografiche, vedi le lunghe sequenze in esterno, che nulla hanno da invidiare a un film. Risultati più che discreti con gli effetti visivi, il fumo che si muove come se avesse vita propria davvero persuasivo, come pure gli effetti speciali, vedi il make-up accuratissimo dei singoli mutanti.

L’alta eccellenza delle risorse si evince anche dal fatto che il regista ha potuto usufruire di tante locations e tutte ben allestite. Le sequenze d’azione davvero realistiche e le inquadrature, rese dinamiche in precisi momenti, sono incisive e restituiscono bene quella sensazione di  claustrofobia provocata dalla calamità abbattuta su questa piccola comunità e i suoi inermi abitanti.

Da padrone la fanno gli effetti sonori che accompagnano le scene più ricche di suspense e adrenalina. Anche se esiste una mini colonna sonora nessuna canzone è degna di nota.

SCENEGGIATURA & REGIA

Ho spasimato questo drama perché entusiasta dello sceneggiatore, Jung Yi Do, straordinario narratore di storie tipo ‘Save me’ e ‘Stranger from hell’ (se non li avete visti vi esorto a recuperarli!). In superficie può sembrare la solita avventura zombesca, ma è solo una copertina di un libro che contiene diverse sotto trame e che utilizza questo filone narrativo per inviare dei messaggi profondi.

La scrittura è fatta bene, ma la presenza di tanti personaggi secondari con tutte le loro storie, a volte non necessarie, ci allontana dal nodo principale ed è quasi come vedere un altro drama. Infatti, come succede spesso nei piccoli paesini, tutti gli abitanti sono legati fra loro da tanti piccoli episodi che segnano la loro vita e i rapporti interpersonali, qui vengono però disseminati troppi eventi che nulla hanno a che fare con la minaccia che continua inesorabile mentre noi stiamo a guardare i loro trascorsi e relativi battibecchi.

Fortunatamente la regia aiuta molto a tenere traccia di cosa sta accedendo, grazie all’utilizzo di finestre dove ci ricorda i retroscena, o ci aggiorna sulla trama di ogni personaggio, si riesce a dare continuità e senso alla storia. E comunque è proprio grazie a queste piccole storie che l’autore ci sorprende, utilizzando questa trama che corre in più direzioni, non concentrata unicamente sulla sterile lotta contro mutanti umani, ma come trampolino per raccontarci la battaglia che l’umanità affronta nel profondo contro il suo personale ‘mostro’. Come una sorta di metafora attraverso l’esperienze dei sopravvissuti ci rendiamo conto che i morti viventi non sono niente a confronto dei nostri demoni.

Più di una volta i protagonisti si troveranno ad affrontare importanti quesiti: se si vuole combattere un mostro bisogna diventare a nostra volta un mostro? Se sei una vittima è giusto farsi sopraffare dall’odio? Ripaga sempre seguire i propri principi morali? Scoprire le risposte sarà la chiave che ti continuerà a tenere incollato a questa corsa spasmodica verso la sopravvivenza.

TIRANDO LE SOMME

A conclusione diciamo che questo drama non è il migliore del suo genere e non si è distinto come originalità, ma se vi piacciono queste storie da fine del mondo e siete fan di OCN, credendo fermamente come me in ogni suo prodotto, vi consiglio di non perderlo, nonostante ci siano dei difetti, la visione è apprezzabile. Se poi sei uno spettatore a cui piacciono le introspezioni personali e i drammi amletici sarai accontentato da questa versione non convenzionale di guerra ai non morti.

Il finale, arrivato un po’ frettolosamente, con qualche clichés, non è del tutto scontato, ma restituisce un po’ di pace sul fronte delle due guerre: quella fisica verso la ‘minaccia del buco’ e quella personale vissuta da chi è sopravvissuto. Voto 7.5 su 10.


Curiosità: OCN, dopo aver dato vita a tanti webtoon come “Save Me” del 2017, “Strangers from Hell” del 2019″, e “The Uncanny Counter” nel 2020, collabora per la prima volta con BUFFTOON di NCSoft per dare vita a un webtoon tratto dal suo drama “Dark Hole”. Il webtoon s’intitola Dark Hole: Another Survivor (다크홀 : 또 다른 생존자) ed è disponibile in coreano sul sito ufficiale di BUFFTOON.

Esse

Coniugare il mio amore per la cinefilia con la passione per la cultura asiatica mi ha aperto un portone sul mondo dei kdrama & Co. Ora la mia insonnia è diventata un super potere che posso usare per soddisfare la mia curiosità verso queste nuove tipologie di serie. Ogni drama a modo suo mi ha regalato delle emozioni, auguro a me stessa di mantenere sempre questo interesse per poterli guardare tutti.

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