Empress Ki | Recensione

Empress Ki è un Sageuk (drama storico) andato in onda nel 2013 su MBC, narra le vicende dell’imperatrice Ki durante il periodo in cui il regno di Goryeo era sotto il dominio della dinastia Yuan. Il drama ha riscosso molto successo e ad oggi è ritenuto un classico dalla maggior parte del fandom. Empress Ki è una delle prime serie che è finita nella mia lista “da guardare”, ma tra vecchi classici che volevo recuperare e nuovi drama in uscita non ho mai trovato il tempo di iniziarla, diciamo che i 51 episodi da 1 ora circa l’uno hanno contribuito molto a fare da deterrente 😉

Ad inizio mese mi sono messa in testa di sfoltire un po’ il mio arretrato, guardando una serie alla volta, ed è così che nelle ultime due settimane mi sono imbarcata in questa avventura. Purtroppo per me, l’entusiasmo iniziale si è trasformato ben presto in delusione, poi in frustrazione ed infine in incazzatura profonda. Viste le ottime recensioni e trattandosi di un sageuk, mi aspettavo una trama epica, magari con dei personaggi peculiari, ma pur sempre fedele agli eventi del periodo storico in cui è ambientata.

Sfortunatamente in Empress Ki di storico c’è forse solo il nome, la trama è estremamente romanzata, il tema principale è la vendetta e la storia ruota tutta attorno all’imperatrice Ki e a due uomini che si sono infatuati di lei. Questa vendetta viene perpetrata sfruttando la politica di palazzo e la quantità di sotterfugi, tranelli, inganni e segreti utilizzata è tale da fare invidia al miglior makjang (soap opera) in circolazione. Tutta questa rete di complotti poi, s’incastra alla perfezione in modo fin troppo convincente, a volte ridicolo, e si ripete in un loop continuo che mi ha portato allo sfinimento.

Non fraintendetemi, io adoro le storie di vendetta e non disdegno i makjang, quindi il problema non sono i miei gusti personali ma il modo in cui questo drama è stato scritto ed eseguito. Più la trama avanzava infatti e più mi rendevo conto che stava fallendo nei tre elementi che io considero fondamentali per la buona riuscita di una serie: trama, caratterizzazione dei personaggi e storia d’amore.

La trama si può dividere in 6 parti, ogni parte è composta esattamente dagli stessi identici elementi, ci sono due fazioni, i buoni ed i cattivi, che lottano tra loro per ottenere qualcosa che faccia pendere la bilancia del potere dalla loro parte, lo scontro diretto avviene sempre dopo mille sotterfugi orchestrati a discapito di una o dell’altra fazione, fino a che il segreto di turno non viene svelato, i buoni vincono ma i cattivi si salvano e si riorganizzano per il prossimo scontro, riavvolgi e ripeti per altre 6 volte fino al finale.

A questa trama estremamente ripetitiva, ove più volte il mio intelletto è stato insultato dall’autore, si aggiunge una totale incapacità di sfruttare personaggi epici interpretati da un cast altrettanto epico. Ogni personaggio agisce in base a motivi ben precisi legati alla propria storia personale, di cui però ci viene raccontato poco o nulla, semplicemente perché non c’è il tempo di farlo. Per far quadrare le 6 parti sopra nominate, tutti questi personaggi vengono usati come le pedine della dama, vengono tirati fuori quando c’è da giocare, vengono usati e spostati a piacimento, per poi essere rimessi a posto fino a che non serviranno nuovamente al prossimo gioco.

I complotti politici e relativi sotterfugi sono talmente tanti, e durano per decine di puntate a turno, che rubano tutto il tempo sullo schermo e non c’è quindi più spazio per dare ad ogni personaggio la storia che si merita, chi era cattivo continuerà ad essere cattivo, chi era buono continuerà ad essere buono, chi era opportunista continuerà ad esserlo, e non saprete mai il perché. Inoltre a causa di questi personaggi piatti, dopo un po’ sarà facilissimo prevedere chi farà il doppio gioco e chi no, rendendo molti dei tranelli del tutto prevedibili.

Solo per farvi un esempio, uno dei personaggi inizierà a cambiare completamente il suo modo di fare nei confronti di un altro personaggio, considerando che è rimasto soltanto un antagonista da spazzare via e la sua identità è ancora segreta, “ma chi sarà mai!? Se non il tizio che improvvisamente ha cambiato modo di fare!?” Ma lo scrittore ci prende per imbecilli? Lasciamo perdere perché mi sale la pressione.

Questo mancanza di caratterizzazione dei personaggi affligge sfortunatamente anche i tre protagonisti principali. I due uomini innamorati della bellissima Lady Ki sono infatti delle pedine e vengono usati nella trama quando fa comodo, esattamente come accade con i personaggi secondari. In particolare Wang Yoo, interpretato da Joo Jin Mo, viene spesso spedito ad occuparsi di futili incarichi, creati ad hoc per tenerlo lontano dalla trama principale, che in quel momento non lo coinvolgeva direttamente, ma al contempo tutte le sue azioni finiscono sempre per creare una situazione favorevole per la sua amata, in modo che nel momento del bisogno esso possa essere ripescato e rimesso in gioco.

Wang Yoo

L’altro romeo è invece Ta Hwan, interpretato da Ji Chang Wook, era il personaggio per cui avevo maggiori aspettative ed ovviamente è quello che mi ha delusa di più. Erede al trono di Yuan è in realtà un pupazzo che viene manovrato da tutti, inclusa la sua amata, troppo infantile ed impaurito per reagire passa il suo tempo a bere, a svenire o a letto malato, l’unico momento degno di nota in cui prende finalmente in mano la situazione è nel grande finale, gli ultimi due episodi, e anche allora lo fa solo per proteggere la sua amata Lady Ki. Il suo personaggio non ha alcun tipo di evoluzione, se ne sta lì a piangersi addosso, ogni tanto sembra attraversare momenti di follia ma nel complesso non conclude nulla, non diventa buono, non diventa cattivo, non diventa forte, è il nulla cosmico e lui stesso lo ammette più volte nell’arco del drama.

Ta Hwan

La protagonista assoluta del drama è, a conti fatti, l’imperatrice Ki, interpretata da Ha Ji Won, il suo personaggio è forse l’unico che subisce un minimo di cambiamento nel corso della storia, ma l’ostinazione dello scrittore di dipingerla come la “perbenista” in assoluto mi ha impedito di provare qualsiasi tipo di emozione nei sui confronti. Inizialmente dipinta come un tomboy (maschiaccio) si evolve in una dama di corte che agisce nell’ombra come una serpe, manovrando l’intera corte a suo piacimento come un direttore di orchestra.

Un personaggio così l’avrei anche potuto amare, se non fosse che lo scrittore, forse per paura che il suo personaggio perdesse la stima del pubblico, ha fatto in modo che Lady Ki fosse sempre buona, super intelligente e bravissima in qualsiasi campo e disciplina. Non solo, qualsiasi azione essa compia è un’azione nobile e atta a portare risultati positivi, anche se causa la morte di qualcun’altro poco importa, lei è l’eroina della storia mentre tutti gli altri sono cattivi o pedine da usare a piacimento. Allora se mi vuoi vendere 51 puntate di vendetta capisci anche tu che tutto sto perbenismo cozza completamente con l’idea di fondo, per altro questo eccesso di perfezione rende il personaggio alquanto irrealistico.

Lady Ki

Se tutto questo non vi basta, la storia d’amore è pressoché inesistente, questi due uomini incontrano la ragazza per circa una decina di puntate all’inizio del drama, nonostante il poco tempo passato insieme entrambi s’innamorano follemente di lei ed è questa la base che regge tutto il copione, i momenti insieme tra Lady Ki e questi due uomini si contano sulle dita eppure i due continuano imperterriti a lottare per lei. La distanza tra i tre personaggi, fisica nel caso di Wang Yoo e platonica nel caso di Ta Hwan mi ha impedito di provare forti emozioni per questo triangolo d’amore e nel complesso non tifavo per nessuna delle due coppie.

Ci sono moltissimi altri dettagli negativi che ho sopportato durante questa lunga avventura, potrei andare avanti per ore ma penso di aver scritto già abbastanza e di aver palesemente chiarito che il drama a me non è piaciuto. Per non essere del tutto di parte, devo ammettere che il drama ha i suoi momenti buoni, ma si riassumono in 7-8 puntate a confronto delle 51 proposte. Non mi sono dilungata molto nella presentazione del cast poiché sono tutti attori famosi e di talento, la loro recitazione non si discute, il problema qui è il copione.

In conclusione Empress Ki non è riuscita a sfruttare le ottime carte che aveva tra le mani, un cast stellare sprecato per far spazio ad un’infinito complotto politico che sfrutta i personaggi invece di farceli conoscere, un periodo storico sfruttato al minimo per far spazio a tanta finzione. Ed infine una vendetta che lascia l’amaro in bocca poiché combattuta a colpi di ridicoli sotterfugi, incluso l’utilizzo della magia nera. Voto 5.5/10

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