FIRST LOOK | kdrama premiere agosto 2020

Il mese di agosto per me non è stato granché sul fronte korean drama premiere, tra che non ero particolarmente interessata a nessuna delle produzioni in arrivo, tranne Stranger 2 che però aspetto su Netflix Italia, tra che la situazione covid-19 ha fatto sprofondare il palinsesto televisivo sudcoreano nel caos, non ero proprio in vena di fare il mio consueto giro di “first look”.

Mi sono dunque presa una pausa dalla Sud Corea per dedicarmi a qualche chicca proveniente dai paesi asiatici, di cui magari vi parlerò in prossimi articoli, per poi ritornare al mio amore per i kdrama solamente verso fine mese. In una settimana circa mi sono recuperata tutte le nuove uscite di agosto prendendo, come consuetudine, appunti sulle mie esternazioni.

Sul fronte romance abbiamo purtroppo pochissima innovazione, con tre titoli ricchi dei più tipici clichè di dramaland. Mentre sul fronte mystery-thriller abbiamo due titoli che hanno deciso di condire la trama con fantasy e sci-fi, che quest’anno va tanto di moda. Dopo TKEM sono diventata un po’ suscettibile sull’argomento fantasy/sci-fi ¯\_(ツ)_/¯ e pertanto ci sono andata giù pesante, siete avvisati!

ROMANCE

LONELY ENOUGH TO LOVE:  La serie si apre con la classica introduzione dei personaggi, la protagonista è una ragazza goffa e depressa per il suo insuccesso lavorativo che finisce per scontrarsi casualmente con il nostro bel protagonista maschile, generando il tipico fraintendimento tra i due: lei pensa che lui sia un poco di buono. Dato che nei drama il caso la fa da padrone, la ragazza rimane ovviamente senza casa e si deve trasferire da un amico che vive di fianco al protagonista. Ma quando l’amico di lei ritorna e scopre di provare dei sentimenti per lei cosa potrà mai succedere, se non il classico triangolo d’amore?

La prima puntata è veramente la classica sudcoreanata (si può dire?), coincidenze e fraintendimenti a cui si aggiungono le frustrazioni legati alla vita amorosa e lavorativa di avvenenti trentenni, tutti con un lavoro e che abitano in un bellissimo palazzo. No grazie, mi avete stufato con questi trentenni perfetti che si piangono addosso manco fosse un film italiano alla Muccino.

DO YOU LIKE BRAHMS?: Anche questo titolo si apre con un bellissimo cliché, maltrattiamo la protagonista così il pubblico si dispiace. Durante la prima puntata infatti, la nostra eroina è super entusiasta per la sua prima esibizione in orchestra con violino, peccato che viene subito maltrattata dal direttore d’orchestra e spedita a casa senza nemmeno poter suonare. Giunta a casa, deve sorbirsi la predica della famiglia per aver scelto di studiare musica, anziché scegliere una carriera più redditizia. Il nostro protagonista appartiene invece alla categoria di quelli che di studiare musica classica se lo possono permettere, è ovviamente bellissimo nonché pianista di successo. I due, insieme ad altri protagonisti che frequentano le stesse cerchie, si ritroveranno nella stessa scuola di musica, facendo riaffiorare vecchie amicizie, amori e gelosie.

Che dire? La cenerentola della musica classica? La ciliegina sulla torta è poi data dal nome della protagonista “Chae Song Ah” che suona esattamente come la stessa parola usata per scusarsi in Sud Corea, e quindi nessuno capisce il suo nome e pensano che si stia scusando, se volevano renderla più pietosa di così vi giuro che non ci sarebbero riusciti. A mio avviso, a meno che il drama non sappia sfruttare a pieno l’elemento della carriera musicale in ambito classico, direi che di classico qui c’è solamente il cliché del pentagono d’amore. Nota positiva: Kim Min Jae capellone è un bonazzo da paura!!

WHEN I WAS THE MOST BEAUTIFUL: Questo vince su tutti sul fronte cliché, abbiamo una protagonista carina, ma goffa e insicura di sé per via di traumi passati, cresciuta dalla zia che ovviamente la maltratta stile cenerentola. I protagonisti, due fratelli, sono invece di ricca famiglia e molto sicuri di sé, ma condividono un passato difficile a causa di un incidente che ha spezzato la loro famiglia. Il maggiore dei due inizia subito a corteggiare la bella insegnante pur sapendo che il fratello minore ha una cotta per lei, scatenando screzi tra il trio. A questo si aggiunge una seconda protagonista che cerca in tutti i modi di organizzare un matrimonio combinato con il fratello maggiore. Abbiamo dunque il cliché del trauma passato x 2, lo studente che s’innamora dell’insegnate, il triangolo d’amore con il bonus che sono due fratelli che litigano per la stessa donna, e infine la stalker. Stupendo no?!

Sorvolando sul rapporto insegnante-studente che io odio quando sfocia nel romance, devo ammettere che vedere Ji Soo in chiave cotta adolescenziale è stato molto carino. Sono rimasta molto stupita anche dalla performance di Im Soo Hyang che avevo mal sopportato nel drama “My ID is Gangnam Beauty”. Sul fronte romance mi è ovviamente partita subito la second lead syndrome per il fratello maggiore, bello, sportivo, arrogante, e diciamolo dai, anche un po’ stronzo. Secondo me è interessato all’insegnate solamente per togliersi dai piedi l’altra. Parlo di second lead perché nel fandom si vocifera che a sto giro sarà Ji Soo a beccarsi la ragazza. Chissà!

MYSTERY-THRILLER

MISSING THE OTHER SIDE: Il primo episodio si apre con un truffatore che finisce per caso in un misterioso villaggio ove riconosce un bambino dato per scomparso e cerca di salvarlo, non riuscendoci scoprirà che tutti gli abitanti del villaggio sono in realtà spiriti di persone decedute che non possono andarsene fino a che il loro corpo non viene ritrovato. L’uomo inizierà a collaborare con altri personaggi per cercare di salvare queste anime.

Il primo caso in cui l’uomo si è imbattuto è stato abbastanza interessante e la regia è stata brava a far capire allo spettatore la natura del villaggio mantenendo però alta la suspense, in quanto il protagonista rimane invece all’oscuro fino alla fine del primo episodio. Risolto il mistero del villaggio la serie diventa un procedurale con un team che risolve caso per caso e quello proposto nel terzo episodio già lasciava a desiderare. Se pertanto vi aspettate un thriller alla OCN rimarrete delusi in quanto è per l’appunto un procedurale, in molti lo hanno paragonato addirittura a “Hotel del Luna” proprio per il fatto che aiutano i fantasmi a risolvere le loro questioni in sospeso. Il mio sospetto è che ci sarà un caso più grosso legato al protagonista che farà da filo conduttore, ma al momento sembra più un salva-fantasmi che un thriller.

ALICE: dopo la delusione dei precedenti sci-fi, speravo che almeno questo titolo potesse ridare vigore a questo genere che nel 2020 è stato massacrato da produzioni diciamo così-così per essere gentili. Purtroppo la premiere non mi ha stupito. Esattamente come in TKEM, la storia ci butta nella mischia troppo presto, nel giro di due episodi spiegano sommariamente che l’umanità è riuscita a padroneggiare il viaggio nel tempo, introducendo svariati personaggi su tre linee temporali diverse: 2050-1997-2010. L’episodio 2 si conclude con il protagonista maschile che incontra la protagonista femminile, la quale è identica alla madre di lui che però è morta. A differenza di TKEM la regia sembra migliore, per lo meno scrivono in quale epoca si svolgono i fatti ad ogni stacco temporale. 😂

Nel complesso i primi due episodi mi sono sembrati più un action con qualche drone futuristico che una vera storia sci-fi e non ho trovato la trama così interessante dal voler continuare la visione. Sebbene abbia una mia teoria sul come le tre epoche siano intrecciate tra loro, non muoio dalla voglia di scoprire se c’ho azzeccato o meno. Ovviamente ci sono anche altri piccoli motivi che mi spingono a non fare da cavia, ma ad aspettare qualche recensione. Le tre cose che mi hanno dato più fastidio sono:

  1. Sci-fi abbozzato, il viaggio nel tempo non è supportato da nessun tipo di spiegazione scientifica che abbia un qualche tipo di fondamento, forse lo spiegheranno più avanti nella storia;
  2. Il romance non è indicato come genere del drama, ma in molti si domandano se tra lui e lei ci sarà un qualche tipo di affetto, il problema è che lei è uguale alla madre di lui, visivamente turba molto anche solo l’idea di vedere un po’ di chimica tra i due;
  3. Il contrasto tra età attrice e ruolo interpretato, l’età del personaggio dovrebbe aggirarsi tra i 25-30 anni mentre l’attrice Kim Hee Sun ne ha 43, portati benissimo per carità, ma comunque si nota che è un po’ su con l’età per il ruolo che ricopre, l’occhio purtroppo vuole la sua parte, specie se vuoi risultare realistico sul discorso sci-fi, un vero peccato perché lei l’ho amata in “Room no. 9” e avevo proprio voglia di rivederla in azione.

Come sempre spero che la mia prima impressione possa servire a qualcuno per giostrarsi tra questi titoli, se invece state già seguendo qualcosa fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate delle uscite di agosto 2020!!!

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.