First Look | River Where The Moon Rises e Hello, Me!

RIVER WHERE THE MOON RISES

Ambientato nel regno di Goguryeo, e basato sul racconto di folclore sulla principessa Pyeonggang (figlia del re Pyeongwon 559-590 circa) e del suo amato On Dal, questo drama storico si apre mostrandoci quella che potrebbe essere una delle scene finali, una mega battaglia con i due protagonisti al centro, per poi riavvolgere il tempo e partire da quando i due erano ragazzini. Il tutto sembra essere molto romanzato anziché storico.

NB: attenzione a non confondere il periodo storico con l’era Goryeo (dinastia 918 -1392 circa).

PERCHE’ GUARDARLO

Il cast: Inutile nascondere che buona parte del fandom è in visibilio per Kim Ji Soo finalmente primo protagonista e quindi papabile vincitore nello scontro romance per ottenere la mano della protagonista. Il romance è dunque uno dei principali punti per cui in molti stanno guardando il drama. Poi ci sono io, che invece adoro Kim So Hyun sin da quando era una ragazzina e non vedevo l’ora di vederla in un ruolo più forte, e direi che quello di principessa guerriera me lo faccio andare bene. Ovviamente ho dovuto riguardare la prima puntata due volte, poiché alla prima passata sono stata totalmente distratta dal guest role Kang Ha Neul. 😂

Scenografia & Company: Le prime due puntate ci hanno regalato panorami mozzafiato, costumi stupendi, scene di azione e battaglie favolose. Sicuramente un punto a favore della produzione.

L’idea della trama: Una principessa che ambisce a diventare regina, cresciuta come una guerriera è dotata sia del carattere che delle capacità fisiche per poter realizzare il suo sogno. Finalmente una FL con le palle quadrate, sempre se il romance non rovina tutto.

PERCHE’ NON GUARDARLO

Ma la trama sarà mica questa?: Forse è presto per dirlo, con 20 puntate da coprire tutto può succedere, ma la prima del drama è stata abbastanza spoglia sul fronte trama, abbiamo il classico complotto e una principessa che, molto opportunamente, attende troppo a rivelare ciò che ha visto, causando il massacro di tutti i presunti traditori e gettando le basi di quello che sarà poi la storia. Insomma, roba vista e rivista, nonché assolutamente prevedibile. Ho trovato inoltre molto forzate le scene in cui i due protagonisti s’incontrano, casualmente, nella foresta. Quasi a forzare il loro incontro per introdurre la coppia e il romance. Abbiamo ancora 16 puntate, a mio avviso potevano incontrarsi anche un po’ dopo.

ML & Romance: Mi spiace per i fans di Ji Soo, non solo la sua recitazione non mi convince a pieno, ma anche il suo ruolo lascia molto a desiderare. OK, è vero che il suo personaggio è esattamente quello di un folle, innamorato a tal punto della sua principessa da fare di tutto per lei – idea di fondo che già non amo – questo però non giustifica il suo aggirarsi, già dalla prima puntata, con l’aria da ebete e il broncio da ragazzino coccoloso. Se queste sono le premesse, non oso immaginare quando sboccierà l’amore. Rischiamo di ritrovarci con un cagnolino addomesticato, o peggio di rendere piagnona anche lei. Dato che la trama pare essere romanzata, non capisco perché non possono dare un po’ più di spirito e vigore a questo personaggio. In molti hanno percepito questa cosa e sperano dunque che almeno il ruolo del second lead, interpretato da Lee Ji Hoon, sia forte.

HELLO, ME!

La trama si apre con una donna di 37 anni dal carattere molto remissivo e che conduce una vita abbastanza “pietosa” vista da occhi esterni. Un giorno, dopo una sfiga dietro l’altra si ritrova tra capo e collo la sua versione più giovane, una 17enne egocentrica abituata ad essere amata da tutti che sogna di diventare una cantante famosa. Inutile dire che l’incontro (scontro) tra le due è stato tanto divertente quanto traumatico.

PERCHE’ GUARDARLO

Il cast: I due protagonisti, Choi Kang Hee e Kim Young Kwang, arrivano da due commedie interessanti (Good Casting e The Secret Life of My Secretary), ove hanno dimostrato di essere molto bravi nel genere commedia, e si spera dunque che replicheranno. La curiosità di vedere come se la cava la piccola attrice Lee Ra, finalmente in un ruolo più grandicello. A loro si aggiungono tanti volti di hallyu che è sempre un piacere vedere, fosse anche solo come guest role.

L’idea della trama: rispetto a film come “30 anni in un secondo”, in questo caso abbiamo la stessa persona, in età diverse, che convive con se stessa generando tutte le conseguenze del caso, tra ilarità e dramma. Concept interessante che ha del potenziale per poter reggere le 16 puntate proposte, come mai una liceale tanto egocentrica e solare si è ridotta a vivere una vita tanto “deludente”? Lo spettatore viene informato già nella prima puntata di quello che potrebbe essere successo, ma la nostra 17enne ancora non lo sa. Dalla fusione dei due caratteri opposti, riusciranno le due ad imparare qualcosa a vicenda e trovare un equilibrio nel vivere?

La regia: la prima puntata mi ha piacevolmente sorpreso sul fronte direzione, introducendoci tutti i personaggi stile matriosca riavvolta nel tempo. Si parte dalla sfiga che colpisce un protagonista e poi si riavvolge nel tempo per capire cosa è successo fino a quel momento, durante questo riavvolgemento il personaggio incontra un altro protagonista alle prese con la sua sfiga, e quindi si riavvolge nuovamente per vedere cosa è successo a lui, e così via fino ad avere una panoramica completa di tutti i personaggi e delle loro storie. Devo ammettere che questo tipo di regia ha reso tutti i clichés un po’ meno pesanti da digerire, incluso il temutissimo white doom truck, che a sto giro è veramente bianco.

Tragicommedia: Forse questa combinazione non piace a tutti, io invece amo molto lo stacco tra scene di ilarità e scene più serie, in parte per quanto esposto sopra, il potenziale di una trama c’è, non si tratta solo di commedia ma di un percorso di crescita che dovranno affrontare i nostri protagonisti. In parte perché la vita si sa, è tragicomica.

PERCHE’ NON GUARDARLO

Comicità e musical: il grado di commedia è estremamente alto, per chi come me ama la commedia semplice e non il comico, che ritengo stupido, è stato difficile digerire alcuen scene, in particolare le scene “musical” e spaccati teatrali.

L’autrice sconosciuta: Con due film sconosciuti alle spalle, questo è il terzo copione, nonché primo drama, dell’autrice Yoo Song Yi. Si può dunque dire che non conoscendo come lavora l’autrice, la trama potrebbe prendere qualsiasi piega, anche brutta.

Il protagonista maschile: Sebbene Kim Young Kwang stia facendo del suo meglio per rappresentare il personaggio che deve interpretare, rimane il fatto che si tratta di un chabeol (ereditiere) di seconda generazione, estremamente viziato, e che all’improvviso si ritrova con i fondi tagliati dal nonno nella speranza di farlo maturare un po’. Sorvolando sul fatto che il ruolo in questione è un mega cliché, oltretutto superfluo in un drama che già tratta la crescita personale delle due protagoniste, è anche frustrante vedere un trentenne che gira con il broncio stile bamino di 5 anni a cui hanno tolto la caramella.

La fiera dei clichés: Nonostante la regia sia stata brava a rendere i clichés meno pesanti, all’occhio attento di una dramista non sfugge che tutta la prima puntata segue un pattern di clichés molto noto. La protagonista femminile vive in miseria e viene umiliata più e più volte, ovviamente di fronte ai protagonisti maschili con i quali rimane coinvolta in assurdi incidenti e coincidenze, a questo si aggiunge il “ci conoscevamo da piccoli” e la tragedia del doom truck.

Tirando le somme, sono molto più propensa a visionare l’episodio 3 e 4 di Hello, Me!, per vedere come procede la simpatica convivenza forzata, che continuare la visione di River Moon, che preferirei mettere in stand by in attesa dei pareri del fandom, far fare il lavoro sporco ai colleghi dramisti è un ottimo modo per risparmiare tempo. 😂

Laura

Da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.