Flower of Evil | Recensione

Flower of Evil è un drama coreano andato in onda su tvN tra luglio e settembre 2020, di cui avrete sicuramente sentito parlare se seguite un minimo il settore. La serie ha riscosso un grande successo tra il fandom internazionale mentre in Sud Corea non si è distinta particolarmente registrando in media il 3,927% di ascolti.

Se è vero che l’entusiasmo del fandom è partito ancora prima che la serie iniziasse, probabilmente grazie alla reunion di Lee Joon Gi e Moon Chae Won, è anche vero che nel corso della trasmissione la serie ha saputo schierare in campo elementi molto validi, un thriller dal concept tosto che però non osa troppo, un perfetto mix di suspense e romance, recitazione eccellente e infine una colonna sonora che incrementa l’atmosfera quando serve.

Il drama è un mystery-thriller che racconta la storia di Baek Hee Sung e della sua famiglia. All’apparenza marito e padre perfetto nasconde in realtà un grande segreto, da anni vive sotto falsa identità per via di un passato molto oscuro che vuole nascondere alla moglie Cha Ji Won. L’incontro casuale con una persona del passato distruggerà la tranquilla e falsa vita che l’uomo si è costruito, portando la moglie detective a sospettare una terribile realtà, che suo marito possa essere un killer ricercato da tanto tempo.

La prima parte del drama si focalizza quindi su questo sottile scontro tra moglie e marito, con lui che cerca di nascondere la verità che sta venendo a galla e lei che invece scopre tutto e si strugge per capire se l’uomo che ha sposato è veramente un mostro così come viene dipinto dalla società. Nella seconda parte invece la serie si concentra nello sciogliere la trama svelando segreto dopo segreto, mi perdonerete se non mi dilungo a riguardo dato che lo spoiler non piace a nessuno 😉

Grazie a dei flashback ben studiati, ove ci viene mostrato come nasce e vive questa bellissima coppia, editing e regia riescono a bilanciare perfettamente i toni del drama rendendolo drammatico al punto giusto. Per lo spettatore è facile innamorarsi di questi due piccioncini e della loro piccola Baek Eun Ha, interpretata da Jun Seo Yeon. Ma al contempo è struggente vedere un coppia così “carina” sprofondare in questa oscura realtà.

Inutile dire che qui la performance la fa da padrona, senza l’eccezionale recitazione messa in campo da Lee Joon Gi e Moon Chae Won, rispettivamente marito e moglie sopra citati, il drama non avrebbe retto minimamente. Soprattutto nella prima parte ove entra in gioco questo bellissimo e subdolo confronto tra i due.

Il personaggio interpretato da Lee Joon Gi non riesce a provare emozioni e pertanto è tutta la vita che studia le espressioni di moglie e figlia per poter reagire di conseguenza e “manovrarle” a suo piacimento. Diversamente il personaggio interpretato da Moon Chae Won risulta all’apparenza una sciocca accecata d’amore, ma quando iniziano i primi sospetti la sua natura di detective prende il sopravvento. Sebbene rimanga follemente innamorata di lui, la donna inizia a giocare allo stesso gioco del marito, fingendo espressioni ed emozioni mentre intanto indaga di nascosto su di lui.

Questo gioco del gatto col topo che s’innesca tra moglie e marito non sarebbe dunque risultato realistico senza le capacità recitative di entrambi. La loro performance si evolve poi con il procedere della trama, mantenendosi ottima e in linea con il personaggio interpretato. Sono però costretta ad ammettere che se il personaggio di Lee Joon Gi si evolve in modo eccezionale, non avviene lo stesso per Moon Chae Won, il cui ruolo torna ad essere un po’ debole con la sua personalità di detective che viene smorzata dall’amore e dalla preoccupazione per lui.

Se è vero che l’attore non ha colpe per come il ruolo è scritto, è anche vero che un ruolo scritto bene può far decollare la rispettiva interpretazione e così è stato per Lee Joon Gi, il quale è da Moon Lovers che a mio avviso meriterebbe un Daesang. La sua capacità di cambiare espressione in un battito di ciglia, trasformandosi da amorevole marito a potenziale psicopatico, è forse ciò che più mi ha tenuta incollata allo schermo.

Al fianco di questi due attori troviamo un cast secondario che ha svolto egregiamente il proprio lavoro ove spicca il cattivo della storia, di cui purtroppo non posso dirvi nulla per questioni di spoiler. Diciamo che in questo ruolo si è finalmente distinto e non lo dimenticheremo facilmente. Del resto del cast vale sicuramente la pena menzionare quattro attori i cui ruoli fornivano vibrazioni opposte bilanciando, insieme alla regia, i toni del drama.

L’attrice Nam Ki Ae e l’attore Son Jong Hak, veterani dell’industria nel ruolo di genitori del protagonista. Freddi, misteriosi e sinceramente raccapriccianti sin dall’inizio, con la loro performance hanno alimentano il mistero che aleggiava intorno al personaggio di Baek Hee Sung.

L’attore Seo Hyun Woo e l’attrice Jang Hee Jin che fino all’ultimo ci hanno fatto sperare in una seconda storia d’amore. Lui è un giornalista a caccia di criminali, innamorato da sempre di lei che “combinazione alla coreana” è la sorella del protagonista. L’interpretazione dei due ha creato un mix di commedia e malinconia.

Se siete amanti del dark-thriller non aspettatevi però granché dal copione, come accennato la serie propone il concept di un padre-marito che potrebbe rivelarsi un mostro, affrontando anche l’importante tema del giudizio sociale che incessantemente giudica e punisce ancor prima di un vero processo, considerando però lo stile degli autori sudcoreani è facile intuire sin da subito che il drama non avrebbe osato tanto. Questo rende la trama abbastanza prevedibile smorzando di molto i toni dark che la sinossi potrebbe forse richiamare. Credo si possa tranquillamente dire che la performance del cast abbia dato un vero e proprio boost alla sceneggiatura.

Nel complesso Flower of Evil offre una trama prevedibile e non troppo complessa, ma che è in grado d’intrattenere buona parte del pubblico grazie ad un mix di generi che accontenta tutti e alla perfetta recitazione del cast. La regia semplice che mantiene alta la suspense senza però diventare frustrante è poi un punto a favore. Chiude il tutto una colonna sonora accattivante alle cui redini troviamo i brani Psycho, In My Heart e Feel You. Voto finale 8.5/10

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.