How To Be Thirty | Recensione di Mariapia

A volte noi dramisti/e sentiamo la necessità di quel drama “sciacqua cervello”, qualcosa di breve, leggero, da alternare con visioni più impegnative. È esattamente questo il mood con cui mi sono approcciata ad “How to Be Thirty”: “Sai che c’è, bello il poster, il tizio in copertina non è da buttare, partiamo!”

How to be Thirty è una serie originale Kakao TV, tratta da un webtoon, di 15 puntate da 20 minuti circa reperibile anche su Viki. La trama è molto semplice, seguiamo la storia di tre amiche 30enni o poco più: Seo Ji-Won, scrittrice di webtoon, Lee Ran-Joo, annunciatrice di successo e Hong A-Young, che sta aprendo un nuovo locale. Il punto focale però, lo avrete sospettato, non sono le loro carriere, bensì i loro problemi di cuore, oh mio povero cuore! Seo Ji-Won incontra sul posto di lavoro, guarda caso, il suo primo amore Lee Soung-Yoo, riscoppierà la scintilla? 

Sono un po’ arrabbiata con questo drama, perché inizia promettendoti una cosa: una sorellanza tra tre donne che pensano di essere mature, e di riuscire ad affrontare il mondo lavorativo e le relazioni evitando gli errori passati. E invece no, cadiamo nei soliti cliché, e nella stessa ingenuità di chi si lancia nelle cose con poco amor proprio. Altra nota di demerito è che delle tre storie alla fine ci si focalizza solo su una, a differenza del Kdrama ‘’Search WWW’’, per esempio, che invece da modo a tutte le protagoniste di raccontare la loro storia e di farle diventare anche nostre ‘Onni’.  

Quante volte mi sono ritrovata davanti allo schermo a dire, nei riguardi delle scelte di Seo Ji-Won: “No, dai, non lo fare, non lo può fare… eh ma allora te la cerchi!”, così in loop per tutto il drama.  La protagonista è completamente in balia degli eventi e della schizofrenia del ragazzo dei suoi sogni (bono, per carità, sarebbe anche il ragazzo dei miei sogni), e si vede che non ce la fa proprio a prendere posizione e farsi valere.  

Lui, sì, avete capito, il bono del poster sopra citato, è stato l’unica vera scoperta della serie, per quanto le prove attoriali di tutti non siano affatto male. Bello, bello come il sole, a tratti te lo vuoi sposare, a tratti gli vuoi spaccare la faccia, quindi direi che il risultato è stato raggiunto. Lungo il cammino della nostra “eroina” troviamo anche il regista Cha Do Hoon, che adatta il webtoon di Seo Ji Won in un film, personaggio freddo e razionale, dal bel potenziale, ma non sviluppato a pieno. 

Quindi adesso, rispondiamo alla domanda, vale la pena guardarlo? Beh questo dipende da cosa state cercando. Per quanto mi riguarda i pro sono: la brevità degli episodi, così che si possa scegliere di ‘’maratonarlo‘’ o usarlo come intermezzo comico di altre visioni; il fatto che ci siano diversi spunti interessanti su cui riflettere, in particolare sulla differenza d’età nelle relazioni; e gli attori, la regia e le ambientazioni meritano. Tra i più importanti aspetti critici del drama invece troviamo il fatto che le tre storylines femminili non vengono approfondite allo stesso modo e soprattutto quella sensazione irrefrenabile di urlare contro la protagonista ogni volta che prende una decisione. 

Appena finito il drama ero davvero contrariata, ma poi ci ho riflettuto e ho voluto tirare fuori una, boh, chiamiamola morale: avere 30 anni non vuol dire essere pronti ad affrontare una relazione in modo maturo, perché, quando perdi la capoccia per qualcuno, puoi avere 16, 30 o 60 anni, il rischio di farsi del male è alto. Quindi occhio a chi ci si innamora e accerchiatevi di amici che vi riportino alla realtà. 

OST carine ma non memorabili. Voto finale: 6/10

Al prossimo drama. Mapi. 

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