Into The Ring | Recensione

Il drama coreano “Into The Ring” è una commedia romantica in salsa politica andata in onda l’estate scorsa sul canale KBS2 e attualmente disponibile sulla piattaforma streaming VIKI.

La serie segue le vicende di una neo eletta consigliera di un collegio amministrativo di Seoul, chiamato Mawon. La nostra candidata è Goo Se Ra, interpretata da Nana; idol-attrice che ho conosciuto ed apprezzato in “Kill It”; questa donna viene da una famiglia povera, nonostante le numerose delusioni lavorative, si mantiene con vari part-time ed è famosa per le sue continue battaglie e denunce civili. Si troverà coinvolta con Seo Kong Myung, interpretato da Park Sung Hoon, il suo psicopatico in “Psychopath Diary” ancora mi fa venire la pelle d’oca. Quest’ultimo, funzionario pubblico declassato, è inflessibile nello svolgimento dei suoi compiti amministrativi e ancor più rigido nelle relazioni interpersonali.

I due verranno a scontrarsi spesso durante la campagna elettorale che Goo SeRa intraprenderà perché costretta a trovare del denaro in tempi rapidi, decide infatti di diventare deputato del suo distretto cittadino solo perché ammaliata dallo stipendio ragguardevole ad essi assegnato, ma non sarà così facile come sperava, molti le sono contro e non credono nelle sue capacità. Ma Goo Se Ra otterrà la vittoria e affronterà, senza paura o vergogna, con exploit eccentrici e poco convenzionali, lotte di potere, menefreghismo civile e corruzione politica. 

Seo Kong Myung colpito da questo suo atteggiamento battagliero, proverà ad aiutarla, spinto anche da un sentimento che scopriremo li legava già in passato. Se Ra a volte otterrà delle vittorie, in altre, brucianti sconfitte che però non riescono a farla demordere o tanto meno a farla demoralizzare. Mentre siamo trascinati da queste dinamiche, con numerosi riferimenti tecnico-politici che rendono buona metà del drama un po’ tedioso, conosciamo meglio tutti personaggi che ruotano intorno ai protagonisti.

Dal Presidente del collegio che regala raccomandazioni per un suo tornaconto in vista di una nomina a deputato nazionale; al fidanzato che ha poca considerazione di lei e ancor meno di stima. Dai i membri del consiglio che vivono solo per i propri interessi, ai suoi genitori divisi da un lato da una madre che continua ad indebitarsi chiedendole di aiutarla e dall’altro un padre rigido che non vede altro nella figlia che insuccessi e delusioni. Le note positive nella vita della consigliera sono le sue amiche, anche loro con trascorsi e questioni personali legati ad ingiustizie e dispiaceri. Nell’insieme, però, queste figure risultano abbastanza stereotipate e poco aggiungono all’interesse della storia.

Nel frattempo Se Ra viene eletta Presidente e nomina suo Segretario Kong Myung, lavorando senza sosta si conoscono meglio, l’uno mitiga le difficoltà dell’altro e, sia noi che loro, ci accorgiamo che sta nascendo un sentimento. Si stanno innamorando e i loro romantici momenti sono sottolineati dal regista grazie a delle belle inquadrature centrali a pieno viso, che mi hanno tanto colpito; insieme sono teneri, semplici e genuini, come i loro baci e grazie a queste pause amorose che l’atmosfera generale del drama si alleggerisce. (Curiosità: durante gli ultimi KBS Drama Awards, Nana e Park Sung Hoon hanno vinto rispettivamente il premio per l’eccellente recitazione, nonché il Best Couple Awards (miglior coppia)….io avrei aggiunto anche un bel trofeo per il Best Kiss !!)

Coinvolgendoci nell’ultima importante missione di interesse comunitario e personale, Goo Se Ra si mostrerà una consigliera più matura e noteremo un cambiamento anche fra chi la circonda. Il fidanzato capirà i suoi errori, il padre incomincerà ad apprezzare la figlia, dei consiglieri si uniranno a lei per risolvere un obiettivo comune. La stessa coppia crescerà in un rapporto all’insegna del reciproco sostegno e rispetto. Sistemati i vari affari arriveremo, un po’ stremati, al prevedibile finale della storia.

Apprezzando il lavoro di sceneggiatura che cerca di miscelare il political-drama con il romantic-drama, disseminando scene di pausa a pois e mitigando con un po’ di commedia e storie empatiche, il risultato ottenuto è solo una farraginosa commistione di articoli e leggi intercalata da una storia infantile e scontata. L’unica OST da segnalare, ma più come chicca che per la vera valenza musicale, è “Our memories in summer” cantata proprio dai protagonisti.

Voto 5.5/10

Esse

Coniugare il mio amore per la cinefilia con la passione per la cultura asiatica mi ha aperto un portone sul mondo dei kdrama & Co. Ora la mia insonnia è diventata un super potere che posso usare per soddisfare la mia curiosità verso queste nuove tipologie di serie. Ogni drama a modo suo mi ha regalato delle emozioni, auguro a me stessa di mantenere sempre questo interesse per poterli guardare tutti.

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