Itaewon Class | Recensione

Itaewon Class è andato in onda su JTBC nella primavera di quest’anno raccogliendo successo sia in madre patria che all’estero, probabilmente grazie anche al suo approdo su Netflix. Se è vero che la serie offre dinamiche peculiari e interessanti, è anche vero che la trama non eccelle in ogni suo punto, vediamo insieme pregi e difetti di questo titolo che ha spezzato un po’ il pubblico.

Il drama si apre, e fonda le sue basi, su uno dei più tipici cliché dei drama coreani: la lotta di classe. Lo scontro tra una famiglia di classe media e una famiglia di ceto alto, stravolge la vita dello studente Park Sae Ro Yi il cui sogno era quello di diventare un poliziotto. Nel difendere il proprio compagno di classe da un episodio di bullismo, finisce per colpire Jang Geun Woo, lo studente più ricco della scuola, nonché figlio di Jang Dae Hee, proprietario del colosso Jangga e datore di lavoro del padre di Ro Yi. Rimanendo fedele ai propri principi e rifiutandosi di scusarsi, Sae Ro Yi rischia l’espulsione da scuola mentre il padre perde il posto di lavoro presso la società Jangga. Dato che nei drama, quando la vita colpisce lo fa duramente, l’astio tra le due famiglie si fa ancora più aspro quando Geun Won, interpretato da Ahn Bo Hyun, investe e uccide il padre di Sae Ro Yi. Anche in questo caso la differenza di classe fa si che Geun Won resti impunito, mentre Sae Ro Yi finisce in prigione per aggressione.

Questa è la premessa della storia che condurrà il nostro protagonista, interpretato dall’ottimo Park Seo Joon, nel quartiere di Itaewon in cerca di riscatto e vendetta. Itaewon è uno dei quartieri “movida” di Seoul, che la sera si popola di giovani tra i 20 e 30 anni, i quali gironzolano tra locali, ristoranti e pub. La scelta di questo quartiere non è casuale, una lettera ricevuta durante la sua permanenza in carcere, lo aveva portato a visitare Itaewon durante un permesso di libera uscita, affascinato dal quartiere, il nostro protagonista giura che la sua vendetta partirà proprio da qui.

Passano 7 anni e Sae Ro Yi è ormai un uomo libero nonché il proprietario del locale serale DanBam che però non riscuote il successo sperato, ed è qui che entra il gioco il fattore coincidenza tipico delle serie tv asiatiche. Il protagonista si scontra per caso con la neo diplomata Jo Yi Seo, interpretata da Kim Da Mi, che a soli 20 anni è già una blogger e influencer di successo, estremamente intelligente, nonché esperta di marketing e strategie aziendali, il tutto senza alcuna apparente certificazione se non quella che l’autore ha deciso così. La ragazza ha inoltre un carattere sociopatico, risultando a volte cattiva, egoista e infantile.

Per ragioni poco note allo spettatore, Yi Seo inizia a provare sempre più interesse per Sae Ro Yi, al punto da rinunciare agli studi universitari per diventare la sua manager nel pub DanBan, ove grazie alle sue doti risolleverà le sorti del locale. Chi ama il realismo troverà difficoltoso digerire questo personaggio, così estremamente capace in tutto come per magia, ma è sufficiente ricordarsi che la serie è basata su di un fumetto per poter placare gli interrogativi e concentrarsi su un personaggio femminile diverso dal solito, forte, sicuro di sé e irriverente. La sua lingua tagliente regalerà infatti momenti esilaranti, ma anche momenti alla “vorrei prenderla a schiaffi”, si può sicuramente dire che tale personaggio è uno di quello che o lo si ama o lo si odia. Se tale personaggio può non essere compreso da tutti, è invece innegabile l’eccellente performance messa in capo da Kim Da Mi, che le ha garantito il premio come miglior nuova attrice ai Baeksang Awards 2020. Non dimentichiamo però che il suo debutto in dramaland non corrisponde con il suo debutto recitativo, l’attrice aveva già dimostrato di saperci fare nel film horror The Witch Part 1 The Subvesion del 2018.

Trattandosi di un romance drama, il triangolo d’amore non può certamente mancare e grazie ad altre coincidenze il protagonista s’imbatte in svariati ex-compagni di classe, tra cui spicca Oh Soo Ah, interpretata da Nara, con la quale aveva condiviso proprio il momento più drammatico della sua vita. Orfana e povera, non solo non era riuscita ad aiutare il protagonista, ma per riscattarsi dalla vita aveva accettando di essere sponsorizzata negli studi proprio dalla Jangga Co, diventando poi una dipendente leale della società stessa.

Arrogante e confidente sul lavoro, Soo Ah si è quasi dimenticata di Seo Ro Yi, ma quando le viene assegnato di gestire un pub in Itaewon, il loro incontro casuale riaccende la scintilla d’amore, che era rimasta nascosta nel suo cuore sin dai tempi della scuola. Anche in questo caso abbiamo un ruolo femminile forte e controverso, da un lato Soo Ah è una donna d’affari capace e spietata, dall’altro è una donna innamorata che non riesce a togliersi dal cuore il suo primo amore. Nara ha saputo gestire bene i due volti del suo personaggio, mostrando però più carisma nel ruolo d’affari rispetto a quello del romance, colpa che ricade più sulla componente romance della trama che non sulla recitazione.

Il loro rapporto di per sé già complicato viene ostacolato dal fatto che lei lavora per il nemico, fianco a fianco con l’ex-bullo della scuola Geun Woo, futuro erede della Jangga Co. Il quale ovviamente è a sua volta interessato a Soo Ah, e farà dunque di tutto per ostacolare Ro Yi, sperando al contempo di ottenere l’approvazione dal padre, dal quale non ha mai ricevuto alcun segno di affetto. Sin dall’inizio della storia è evidente come Gwun Woo sia incastrato in un rapporto malsano con il padre Dae Hee, entrambi ossessionati da Ro Yi, finiranno per diventare i cattivi della storia, regalandoci momenti drammatici, ma anche avvincenti. Il colpo di grazia in questa relazione padre-figlio arriverà sotto forma di un destino beffardo, che colpirà prima Geun Won e poi Dae Hee. Ottima la recitazione di entrambi anche se l’attore veterano Yoo Jae Myung fa percepire a schermo tutta la sua esperienza.

Tra amori, dissapori e rivalità, il protagonista Sae Ro Yi, cercherà di far fruttare il suo pub nonostante la pressante interferenza della società rivale. Oltre alla manager Yi Seo, ad accompagnare Sae Ro Yi nella sua ascesa a pub migliore ci sono tutta una serie di personaggi secondari che fanno da contorno alla storia, e anche in questo caso la serie non si fa problemi ad attingere dalla fonte “coincidenze & cliché”. Abbiamo Geun Soo, figlio illegittimo della famiglia Jang e dunque fratellastro di Bo Hyun, amico della manager Yi Seo, della quale è innamorato, l’ex compagno di carcere Choi Seung Kwon, il cameriere di colore Kim To Ni, la chef transgender Ma Hyun Yi, e il consulente finanziario Lee Ho Jin, che è poi lo studente salvato da Ro Yi all’inizio della storia.

A prescindere dai gusti personali, che vi porteranno a tifare per l’uno o per l’altro personaggio, questo peculiare mix di protagonisti è uno dei punti forti del drama, è evidente che la storia di “Itaewon Class” è guidata dai personaggi e che i temi principali della serie sono l’amicizia e la collaborazione. Il drama ha poi saputo osare affrontando temi importanti come la diversità di razza e genere, non riusciendo però ad esimersi dall’assegnare a questi personaggi sotto-trame che trattano prevalentemente il tema della discriminazione. Tema sicuramente molto importante, e lo dimostrano le news di questi giorni, ma che a mio avviso rischia di scadere nel banale quando nei drama viene inserito a questo modo, cioè giusto per fare un po’ di morale senza approfondire in modo adeguato.

Nel complesso la serie è riuscita a fondere bene gli elementi tipici dei drama coreani con componenti innovative e peculiari, offrendoci un favoloso parco personaggi, forse a tratti un po’ troppo eccentrico, un’avvincente colonna sonora e un’ottima recitazione da parte del cast, ove spiccano Kim Da Min e Park Seo Joon. Non è però riuscita a superare lo scoglio delle 10 puntate, fattore che segna la sorte di molti drama coreani. La solidità della trama inizia infatti a perdere charme verso le puntate 7-8, quando la storia inizia a dimenticarsi sempre di più della vendetta a cui il protagonista inizialmente mirava, incastrandolo in un triangolo d’amore forzato e in una lotta di potere inerente la Jangga. Al contempo la coerenza di alcuni personaggi inizierà a vacillare, primo fra tutti il protagonista, che parte da uomo di vendetta fino a diventare martire, impegnato ad essere amico e consulente di tutti, nemici inclusi, presterà sempre meno attenzione al suo progetto iniziale, salvo poi ricordarsene verso il finale della serie, che si chiude ovviamente in morale. Itaewon Class è sicuramente una serie che merita di essere visionata poiché nel suo insieme si distingue dalla moltitudine di drama che escono ogni mese, offrendo un’ottima prestazione in quasi tutti gli aspetti, cadendo purtroppo un po’ su quello più importante, la sceneggiatura e la caratterizzazione del protagonista. Voto 7.5/10


Opinione personale: Da amante della vendetta, ho storto veramente il naso quando ho capito che la trama si è completamente dimenticata di questo aspetto, puntando invece molto sul cliché del triangolo d’amore, che si trascina poi in un quadrilatero e infine pentagono. Delusione poi nel vedere il sogno del protagonista, il pub, venire realizzato da altri personaggi, mentre lui era quasi sempre impegnato a fare da supporto morale, non credo di averlo mai visto lavorare attivamente nel pub se non per spostare due sedie all’inizio della storia. Se il finale mi ha fatto un po’ riconsiderare il discorso vendetta-pub, in quanto la serie dopo tutto pone l’accento sul perdono, sull’amicizia e sulla collaborazione. Non sono invece riuscita a mandare giù il romance, a mio avviso mal gestito su entrambi i fronti, in quanto entrambe le protagoniste s’innamorano alla follia di lui a prima vista, mentre i sentimenti di lui vengono tenuti nascosti, al solo scopo di tenere lo spettatore all’oscuro sulla scelta che farà nel finale. Sebbene io sia un’amante del genere romance, ritengo fermamente che alcune serie possano anche farne a meno, Itaewon Class è una di quelle.

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.