K-Drama | Ecco cosa aspettarsi per non rimanere delusi!

Come accennato nel mio precedente articolo, i drama altro non sono che delle serie tv asiatiche, esistono però sostanziali differenze con la controparte americana a cui noi occidentali siamo più abituati. Con questo articolo voglio darvi qualche dritta per superare lo shock iniziale. Farò riferimento principalmente ai drama coreani ma molte informazioni si possono applicare, in generale, alle serie tv asiatiche.

Innanzitutto le produzioni asiatiche non hanno a disposizione ingenti budget così come accade negli Stati Uniti. Per questo motivo la qualità complessiva dei drama sarà sempre uno scalino inferiore rispetto alle serie tv americane, cosa d’altronde valida anche per le serie tv europee, Italia inclusa.

In secondo luogo le serie asiatiche sono, quasi sempre, prodotte nel format serie unica, cioè la trama si evolve e conclude nell’arco di una sola stagione. La certezza che la trama non sarà allungata stile brodaglia e che i personaggi non si trascineranno per 10 e più stagioni, diventando amici, nemici e amanti di tutti, a mio avviso è uno dei punti di forza delle serie tv asiatiche.

Ci sono state però delle eccezioni, per quanto riguarda i korean drama, si è assistito, nel corso degli ultimi anni, al crescente impulso di produrre stagioni successive per le serie che hanno riscosso enorme successo. Purtroppo nella maggior parte dei casi il cast originale tende a non rinnovare il contratto per una seconda serie, deludendo spesso i fans. L’esempio più recente è il k-drama “Voice”, di cui è in produzione la terza stagione.

Più che per i seguiti, i drama asiatici sono famosi per i remake ed adattamenti, è infatti facile trovare diversi rifacimenti di serie passate o distribuite da altri paesi, così come esistono una miriade di adattamenti tratti da manga giapponesi. Il caso più epico è quello del manga Itazura na kiss, che dal 2005 ad oggi conta ben 15 adattamenti televisivi suddivisi tra diversi paesi asiatici.

Un’altra peculiarità dell’intrattenimento televisivo asiatico è che le star che vi recitano sono, più o meno, sempre le stesse. Nonostante ci sia un evidente cambio generazionale, fatto di attori nuovi che subentrano ai più “maturi”, dopo aver visionato un po’ di drama sarà possibile iniziare a riconoscere facilmente attori ed attrici, soprattutto nei ruoli secondari.

Ma passiamo ora ai dettagli più tecnici, se è vero che le serie asiatiche possono essere di qualsiasi genere, medical, crime, thriller, action, romance, eccetera. E’ anche vero che gli sceneggiatori sudcoreani hanno il brutto vizio di mischiare “mille” sottogeneri diversi, creando a volte delle vere e proprie accozzaglie, il mio consiglio è di stare lontani dai drama che contengono più di due-tre generi estremamente diversi tra loro.

Per i k-drama esistono poi due categorie estremamente particolari, uno è il makjang molto simile alle soap-opera americane, con storie al limite del ridicolo che però tengono lo spettatore incollato allo schermo. Solitamente la trama si evolve attorno ad uno dei seguenti eventi: adulterio, vendetta, segreti di nascita, bambini scambiati nella culla, malattie, probabile incesto e così via.

L’altro genere è il sageuk, che tratta invece un tema più serio, la storia. Questi serie sono ambientate nelle varie epoche storiche coreane, e possono raccontare storie inventate o basate su fatti realmente accaduti. Vale la pena menzionare il genere school, in quanto esistono molteplici drama incentrati sulla scuola, ed il genere melodrama che corrisponde al drammatico ed è simile al makjang ma meno esagerato.

Spero di avervi dato un’idea generale su cosa aspettarsi dai drama asiatici ed in particolare da quelli coreani. Nel mio prossimo articolo tratterò le tipologie di k-drama ed il format degli episodi, vi assicuro che sono argomenti più interessanti di quello che sembra, specie se volete evitare di iniziare una serie coreana e scoprire troppo tardi che sono 150 episodi =P

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