Mine | Recensione

“Mine” è un drama coreano di tvN che fonde il genere Makjang (Soap Opera) al Mystery-Thriller, e che sarà presto disponibile su Netflix Italia, nello specifico a partire dal 4 luglio. Non fatevi ingannare o intimorire dalla “confezione”, quando si parla di drama coreani i generi hanno moltissime sfumature, e in particolar modo il Makjang può essere di vario tipo e grado.

Nel caso di Mine il livello di soap opera è medio e il drama si colloca a metà tra “Secret Boutique” e “Sky Castle”. Da un lato abbiamo una famiglia altolocata, estremamente disfunzionale, i cui componenti sono in lotta tra loro per ottenere il controllo della società di famiglia, dall’altro abbiamo un misterioso omicidio da risolvere. Tra segreti di nascita, amori extra coniugali, rivalità di famiglia e personali ambizioni, Mine ci trascina in 16 puntate stile giallo alla Agatha Christie, in cui dobbiamo ricostruire l’albero genealogico di famiglia per cercare di carpire movente e assassino.

TRAMA

La vita di due cognate, rispettivamente prima e seconda nuora della ricchissima famiglia Han, viene stravolta quando decidono di scambiarsi le rispettive tutor/domestiche. Jeong Seo Hyun, curatrice d’arte spostata con il primogenito Han Jin Ho, si ritroverà tra le mani la giovane domestica Kim Yoo Yeon, che finirà per far perdere la testa al figlio, Han Soo Hyuk. Nel mentre Seo Hee Soo, ex-attrice spostata con il secondogenito Han Ji Yong, vedrà la sua figura di madre e moglie minacciata dalla bellissima e misteriosissima tutor Kang Ja Kyung.

IL DRAMA

Lee Bo Young
Lee Hyun Wook
Ok Ja Yeon

Il triangolo tra Lee Bo Young, Lee Hyun Wook e Ok Ja Yeon, rispettivamente moglie, marito, e tutor, è il filone principale della trama e offre una bellissima performance del cast tra momenti toccanti, rivelazioni shock e scene al cardiopalma.

Il ruolo di Lee Bo Young è quello che mi ha colpito di più, all’apparenza molto ingenua tirerà fuori unghie e denti per proteggere il suo status di mamma, ma soprattutto per proteggere suo figlio, interpretato dal bravissimo Jung Hyun Joon, in un drama che pone l’accento su maternità, paternità e relativa influenza sulla psiche di un bambino che un giorno sarà adulto e dovrà convivere con i traumi causati dai genitori. Sua iniziale avversaria è la tutor interpretata stupendamente da Ok Ja Yeon, personaggio inizialmente odiato di cui mi sono invece innamorata quando è saltata fuori la sua straziante storia. Il vero nemico è però il marito interpretato, anche qui divinamente, da Lee Hyun Wook. Dire che sto ragazzo ha problemi psicologici è riduttivo. Inizialmente marito perfetto si rivelerà essere tutt’altro.

Kim Seo Hyun
Park Kyuk Kwon

Il secondo filone narrativo coinvolge la coppia interpretata da Kim Seo Hyun e Park Hyuk Kwon, altri due attori che non hanno bisogno di presentazioni. Lei conferma la sua performance di donna di ghiaccio, severa e rigida come l’etichetta di certe famiglie vuole. Ma che in realtà nasconde un grande amore proibito per cui riuscirà a lottare solamente ottenuta una posizione di rilievo all’interno della famiglia Han.

Il marito è il classico figlio primogenito inetto che insieme alla sorella e alla madre, interpretate rispettivamente da Kim Hye Hwa e Park Won Sook, rappresentano i tre personaggi più “makjang” della serie. Il loro compito è semplicemente quello di accentuare la disfunzionalità di queste famiglie di ricconi, in cui standard di comportamento e leggi sono collocati su un piano completamente diverso dal nostro. Tra scenate ai domestici, urla e malmenate, vi faranno alzare diverse volte gli occhi al cielo, e anche abbassare il volume della TV.

Park Won Sook
Kim Hye Hwa

A chiudere la trama troviamo N che interpreta Han Soo Kyuk, tipico chabeol di terza generazione, infelice e sconsolato poiché la sua vita è stata già programmata per lui sia in ambito lavorativo, futuro erede e CEO della società di famiglia, sia in ambito amoroso con il tipico matrimonio combinato. Inutile dire che la domestica interpretata da Jung Yi Seo sarà la sua via di fuga da questa stramba famiglia. Sinceramente non ho capito l’utilità di questa coppia, se non quella di rimarcare che gli uomini di questa famiglia sono destinati a compiere lo stesso errore, innamorarsi di donne che non sono “adatte” a diventare le nuore della famiglia Han, generando dolore e sofferenza per le “mogli” ufficiali.

Poco approfonditi e “sprecati” i ruoli interpretati dai bravissimi attori veterani Jung Dong Hwan e Ye Soo Jung. Lui è il patriarca di famiglia, mentre lei è una misteriosissima suora che fa da consulente alla famiglia Han, e che sembra sapere più di quel che dice. Considerando che le sorti degli uomini della famiglia, e il destino delle rispettive mogli, deriva tutto dalla relazione extra coniugale avuta dal patriarca, avrei gradito più focus su questa sotto-trama.

Jung Dong Hwan
N e Jung Yi Seo
Ye Soo Jung

Sebbene Mine ruoti tutto attorno alla famiglia Han, non è però finita qui. A tenerci compagnia interviene la componente mystery supportata dalla regia. Gli episodi si chiudono mostrandoci la scena del delitto sempre più ampia, in modo da farci afferrare qualche indizio in più ogni volta. Con il procedere della serie lo spettatore si ritroverà per le mani svariati moventi, armi del delitto e sospettati da poter formulare diverse teorie. La sensazione provata è stata quella di giocare a Cluedo, e sinceramente l’ho trovato abbastanza divertente e diverso dal solito mystery.

A rendere il tutto più veritiero ci pensano scenografia e costumi, la serie è ambientata in due super ville, chiamate Cadenza e Rubato (che se non erro sono brani di musica classica), collocate all’interno di un mega parco che richiama moltissimo quello già visto in “Secret Garden”. Gli eleganti costumi e l’oggettistica di scena, che include anche un mini bunker in camera da letto e un Pavone domestico, rendono esattamente l’idea del tipo di “benessere” posseduto dalla famiglia Han, e quanto si discostino da noi comuni mortali.

Ottima anche la colonna sonora dove spiccano tutti i brani che richiamano il titolo della serie: “This is Mine”, “Mine”, “It’s Mine”.

TIRANDO LE SOMME

Nel complesso Mine è un drama che come “Search WWW” esalta la sorellanza tra donne, meglio nota in inglese come Sismance, sullo sfondo di una bella fusione tra makjang e giallo-mystery. Ritmo e qualità altalenante della trama lo rendono però meno incisivo di altri titoli più avvincenti. Voto finale 8/10

CONSIGLIATO A

A chi ama il makjang non esagerato, a chi ancora sogna il triangolo d’amore tossico di “The World of the Married”, a chi ama il cast, e infine a chi ama l’estetica e le colonne sonore. Astenersi se pensate di paragonarlo ai selvaggi “Penthouse” e “The Last Empress” poiché rimarreste delusi.

Laura

Da sempre appassionata di film e serie tv, nel 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.

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