Navillera | Recensione

Non è mai troppo tardi per sognare, questa è la morale alla base di Navillera, drama di tvN basato sull’omonimo webtoon, che è riuscito a catturare l’interesse degli spettatori grazie al suo peculiare concept che pone sullo stesso piano i sogni di un giovane ragazzo e di un uomo anziano: la danza classica. I primi due episodi, che introducono in modo duro ma simpatico la vita dei due protagonisti, sono però solamente l’esca lanciata per farci abboccare. Nel corso delle restanti 10 puntate la serie muta in un melodramma sulla vita in cui i due protagonisti sono al centro di tutto. Superato lo shock iniziale, dettato dal repentino cambio di genere, diventa facile lasciarsi cullare da questa storia dal gusto agrodolce.

Shim Deok Chool, interpretato dall’attore veterano Park In Hwan, è un pensionato di 70 anni che da tutta la vita sogna di diventare un ballerino di danza classica. Ora che i figli sono ormai adulti e il tempo scorre inesorabile verso un futuro dalla conclusione amara, Deok Chool decide d’inseguire il suo sogno prima che sia troppo tardi. Nonostante il pregiudizio e il contrasto della famiglia, l’uomo non vacilla nel perseguire il suo obiettivo e s’iscrive in una scuola di danza, dove incontra Lee Chae Rok, interpretato da Song Kang, un giovane ballerino di talento di 23 anni la cui vita gli ha riservato tante difficoltà.

La storia di Navillera è completamente character driven e segue i cambiamenti che avvengono nelle vite di Deok Chool e Chae Rok dopo il loro incontro. L’iniziale battibecco in cui Chae Rok non ne vuole sapere d’insegnare danza classica a un anziano viene sostituito da una profonda stima verso quell’uomo così perseverante nell’inseguire il proprio sogno. Il carattere duro e rude di Chae Rok inizia a cedere mostrandoci quanto dolce e premuroso sia in realtà il ragazzo. Alla base della sua iniziale scontrosità troviamo ovviamente il difficile passato subito dal ragazzo. Un passato, condito da tanti cliché di dramaland, che lo perseguita tutt’ora. Dal trauma di perdere la mamma da bambino al padre assente la cui colpa ricade sul figlio, rendendolo vittima di ex compagni di calcio che lo perseguitano per quanto accaduto a scuola tempo addietro, in particolar modo da Yang Ho Beom, interpretato da Kim Kwon.

La scontrosità di Chae Rok, accompagnata dall’arroganza e da uno stile di vita non adatto al corpo di un atleta, rischia di minare la sua carriera da ballerino. Ed è per questo motivo che il suo maestro Ki Seung Jo, interpretato da Kim Tae Hoon, gli assegna l’allievo Deok Chool, il quale in cambio deve fare da manager del ragazzo. Attraverso le attenzioni e le cure dell’anziano, Chae Rok riesce finalmente a trovare un equilibrio tra la vita di atleta e quella di un ragazzo che si deve mantenere da solo, oltre a scoprire l’affetto di una famiglia che non ha mai avuto.

Si, perché attorno a Deok Chool ruotano tutti i componenti della sua famiglia, che sebbene contrari al suo sogno e spesso in litigio per i più disparati motivi, sono pur sempre una famiglia stabile e che si vuole bene. La moglie è interpretata dalla bravissima attrice veterana Na Moon Hee. La coppia ha poi due figli maschi, una figlia femmina, e una nipote. Anche in questo caso la storia è condita da tanti cliché, tra la nipote che deve seguire le orme del padre sebbene non sia la sua vera ispirazione e l’insofferenza del figlio maggiore per essersi dovuto prendere cura dei fratelli poiché la famiglia è cresciuta in povertà. Nel complesso la famiglia di Deok Chool sarà una forte fonte di contrasto che si frappone tra l’uomo, come padre e nonno, che deve attenersi a determinati comportamenti dettati dalle convenzioni sociali, e l’uomo in qualità di persona che ama, vive, e sogna come qualsiasi altra persona.

Inutile nascondere che l’interessante idea di fondo del balletto condiviso tra gioventù e anzianità non è il focus principale della storia ma un po’ il moto conduttore, e nel complesso la trama di Navillera potrebbe far pensare a un sa di già visto, un ragazzo di talento il cui passato lo perseguita e gli impedisce di “danzare” verso un futuro roseo fa il verso a tanti drama già visti, in primist “Itaewon Class”. Così come un uomo che deve lottare contro i pregiudizi della società, riservati alle persone di una certa età, fa il verso a drama come “Dear My Friends” e “Light in Your Eyes”, titoli con cui tra l’altro Navillera condivide un particolare che sarà poi lo stimolo per cui Deok Chool si è messo in testa proprio adesso di perseguire il suo sogno nel cassetto.

Cosa porta dunque lo spettatore a completare questa storia all’apparenza stereotipata? Tutto il contorno! L’idea del balletto, l’atmosfera che spazia dal dolce all’amaro, l’interpretazione del cast, la regia, le scene toccanti fatte di litigi e riconciliazioni, e infine il realismo con cui la crescita dei personaggi viene raccontata. I dissapori familiari esistono, le fatiche della vita esistono, i sogni e le rinunce esistono, questi clichés sono semplicemente il movente che da vita alla caratterizzazione dei nostri personaggi, ma non sono la nostra storia. Nel complesso la produzione è riuscita a concentrarsi molto su emozioni e sentimenti, rendendo difficile non affezionarsi ai due protagonisti e voler scoprire cosa riserva il futuro per loro. Il formato da 12 episodi lo rendono poi un drama perfetto per una piacevole pausa da serie più lunghe. La colonna sonora non all’altezza delle forti emozioni rappresentate, a parte forse per il brano Heal You di Ha Hyunsang, e l’aver trascurato un po’ i personaggi secondari mi hanno portato ad abbassare il voto, per me si chiude con un 8/10.

Laura

Da sempre appassionata di film e serie tv, nel 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.

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