One Spring Night | Recensione

Questa settimana in Sud Corea è andato in onda il finale di stagione del drama ONE SPRING NIGHT, vi ricordo che la serie è presente sul catalogo italiano di Netflix, ma gli episodi sono più indietro rispetto alla programmazione coreana. A parte la sinossi generale del drama la mia recensione è priva di spoiler, non correte pertanto rischi se volete farvi una semplice idea di cosa vi aspetta.

One Spring Night racconta la storia di una donna, che ha avuto il coraggio di mandare all’aria la sua relazione d’amore a lungo termine, per seguire il suo cuore, che improvvisamente ha iniziato a battere per un altro uomo, un padre single incontrato casualmente in una farmacia. Mentre noi telespettatori sentiamo le farfalle nello stomaco guardandoli innamorarsi, loro due sono invece costretti a superare tutta una serie di pregiudizi che derivano dalla loro nuova relazione, devono infatti avere a che fare con amici, parenti, e con una pressante società coreana, che pensano che la donna stia commettendo un errore, poiché in Sud Corea un genitore single è visto come un difetto e trattato con pietà, il classico “poverino” all’italiana. Cosa che mi ha lasciata con un mal di testa frustrante pazzesco.

Sebbene io abbia apprezzato alcune scene toccanti e la “chimica” tra i due protagonisti era fenomenale, ci sono stati diversi episodi lenti e noiosi in cui la coppia viene costantemente ostacolata dai rispettivi padri e dall’ex-fidanzato di lei, che si comporta da vero e proprio stalker. Non importa quanto io abbia amato il cast e la recitazione, quando si parla di trama di vera e propria, One Spring Night fa acqua da tutte le parti. Questo astio nei confronti della nuova coppia infatti si trascina per 15 lunghi episodi, spesso in un loop di eventi che si ripetono esattamente allo stesso modo della volta precedente, lasciando lo spettatore basito di fronte a tanta ottusità e bigottismo, per poi concludersi in un nulla di fatto.

Di punto in bianco gli pseudo antagonisti si rassegnano ed il drama finisce, non c’è redenzione, soprattutto non c’è punizione (giudiziaria) per chi lo meriterebbe, tutti accettano quello che prima non potevano tollerare e diventano tutti improvvisamente buoni, tipo gli Snorky della serie “siamo tutti amici e perciò felici”. Secondo il mio modesto parere, questa serie ha talmente esagerato nel rappresentare il pregiudizio della società sudcoreana, che il “dramma” sulla differenza di età raccontato nel drama “Something in the Rain” (disponibile su Netflix) a confronto è stata una caramella dolce da digerire.

La mia personalità “occidentale” si è dunque scontrata, puntata dopo puntata, con una trama che descrive la società sudcoreana quasi peggio del medioevo. Questo mi ha portato a guardare la serie con un occhio molto scettico, se è vero che la società sudcoreana è più conservativa, è però anche vero che siamo ormai nel 2019, la mentalità chiusa proposta in One Spring Night è stata, a mio avviso, rappresentata in modo eccessivo.

In conclusione, mi è piaciuta molto la prima parte della serie ed il romance, ma a causa di quanto descritto sopra, ammetto di aver faticato a finirla, ed essere stata più volte sul punto di piantarla a metà in preda alla frustrazione ma al contempo mi ha regalato moltissime emozioni, cosa che poi è quello che dovrebbe fare un drama. La coppia è una delle migliori che io abbia mai visto in un romance, vi faranno veramente sentire le farfalle allo stomaco, la colonna sonora è davvero accattivante, probabilmente finirà tra le mie OST preferite, ma sebbene sia utilizzata nei momenti giusti ne hanno a mio avviso abusato un po’ troppo. Grandioso il cast e la recitazione che vi delizieranno con alcuni momenti veramente toccanti mentre questa leggera sensazione malinconica vi cullerà per tutta la durata del drama.

Complessivamente One Spring Night è un buon melodramma ma se avete mal sopportato il pregiudizio in “Something in the Rain” preparatevi a sorbirvi molta più frustrazione guardando questo. Voto finale 6.5/10 lo stesso che ho dato a Something in the Rain, stesse problematiche, stesso voto. =P

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.

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