Prime impressioni personali sulle premiere di maggio 2020

Dopo aver dato una sbirciatina alle serie coreane uscite nel corso del mese di maggio, posso finalmente esternare tutte le gioie e i dolori percepiti durante la visione e dire la mia in merito! Al mio parare personale si aggiunge quello della nostra collaboratrice Francesca, la quale si è destreggiata tra un paio di serie.

Sweet Munchies

Indici di ascolto: L’ultimo episodio trasmesso (10 su 12) ha registrato lo 0,510% su base nazionale.

Laura: Non essendo mai stata una fan del concept “fingere di essere gay”, l’ho iniziato più per rivedere l’attore Jung Il Woo in una commedia romantica e per il mio amore per il cibo. La prima puntata si è rivelata essere più lenta di quanto sperassi, tutta la componente “chef che gestisce un bistrot” è ridotta ai minimi termini e la puntata è un treno di cliché che punta dritto alla destinazione “giustificazione”, perché uno chef che gestisce un bistro dovrebbe fingersi gay in una trasmissione televisiva? Il tema principale non è né innovativo né brillante, eppure, tra una lamentela e l’altra mi sono ritrovata a finire l’episodio sorridendo e con una punta di curiosità. Sto seguendo la serie in diretta e posso dirvi che è uno di quei drama che sai che non è granché, ma non riesci a smettere di guardare, è divertente e facile da seguire, oltre a mettere una gran fame!

Francesca: I tre motivi principali per cui ho voluto iniziare Sweet Munchies sono: Jung Il Woo protagonista, Jung Il Woo in versione Masterchef, Jung Il Woo che si finge gay ( che poi farà davvero finta?), mi sembravano delle motivazioni più che valide. Tralasciando i classici clichè, di cui evidentemente un Drama che si rispetti non può fare a meno, ho trovato interessante e intrigante l’inedito triangolo amoroso Lui/Lui/Lei, che se non banalizzato, può regalarci delle belle sorprese. In tutto questo però, non avevo fatto i conti con la Lei della storia interpretata da Kang Ji Young, che ammetto spudoratamente di non conoscere, Shame on me! Ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine, è stato amore a prima vista. Solare,spiritosa, ambiziosa,combattiva, paladina dei diritti LGBT, il suo è un personaggio di cui non sapevamo di aver bisogno, vi dico già che la voglio come mia BFF. Ciliegina sulla torta, una colonna sonora accattivante, con dei pezzi che catturano al primo ascolto. Insomma l’inizio sembra promettente, è divertente e piccante al punto giusto, io ormai ci sono dentro fino al collo e devo assolutamente vedere come va a finire, o per meglio dire, devo scoprire quale sarà la scelta del nostro protagonista. Ps da guardare a stomaco pieno, perché a forza di assaporare tutti quei meravigliosi piatti cucinati, viene una gran fame!

Dinner Mate

Indici di ascolto: L’ultimo episodio trasmesso (19e20 su 32) ha registrato il 4,8% nella sua metà su base nazionale.

Laura: Ennesima serie provata più per il cast e per il genere romance che per altro. Si apre con il classico cliché dell’incontro casuale ove lui assiste alla mortificazione di lei che viene piantata in asso dal fidanzato traditore. Per poi evolversi nel cliché del fraintendimento che porta entrambi all’ospedale. Nonostante il verso a film famosi e il cameo da Crash Landing On You, la puntata non mi ha pienamente convinto. Sembra essere un romance simpatico ove i due protagonisti iniziano da amici per poi innamorarsi. Considerando che ho già messo in lista due serie romance e ne sono in arrivo tante altre, direi che questo per il momento rimane nella lista “non interessa”, lista da cui ripesco solo ed esclusivamente se sul fronte rating-recensioni s’inneggia al capolavoro.

Team Bulldog: Off-Duty Investigation

Indici di ascolto: L’ultima puntata trasmessa (6 su 12) ha registrato il 2,674% su base nazionale, mentre Good Casting che si è ormai concluso, ha registrato in media l’8,5% su base nazionale.

Laura: Sebbene sia amante dell’action-comedy sin dai tempi di “Die Hard”, quando c’è di mezzo il crime divento molto sensibile al grado di commedia & realismo proposto. Dato che Team Bulldog mi dava l’impressione di essere un po’ più serio rispetto a Good Casting, ho messo quest’ultima in stand-by in attesa di poterle confrontare e decidere. Finalmente posso dire che l’attesa è stata inutile e avrei potuto tranquillamente seguire Good Casting 😂. Le serie sono entrambe crime-action-comedy, ma lo stile proposto è totalmente differente, Team Bulldog è un crime-poliziesco che si sforza troppo di essere commedia, il protagonista principale è un poliziotto un po’ sopra le righe le cui indagini vengono invase da eccentrici personaggi che non hanno nulla a che fare con la polizia. Good Casting è invece una spy story che punta tutto sulla commedia e non ci prova nemmeno ad essere realistica. Se devo guardare qualcosa di irrealistico preferisco che lo sia al 100%, almeno posso godermi la storia senza storcere il naso ad ogni scena non realistica. Mi spiace Team Bulldog, ma le vie di mezzo mi fanno solo inveire contro lo schermo, ti attende dunque la lista drop!

Oh My Baby

Indici di ascolto: L’ultimo episodio trasmesso (12 su 16) ha registrato l’1,772% su base nazionale.

Laura: Inizialmente non interessata a questa serie per via del tema proposto, infertilità&maternità, tema molto delicato che rischia di scadere in banalità se mischiato con la commedia romantica. Ho voluto comunque dargli una chance per via del cast. Vedere però l’attrice Jang Na Ra che sulla soglia della quarantina, attrice-personaggio, si comporta da “carina e sciocca” mi ha fatto venir voglia di droppare la serie ancor prima di raggiungere la fine del primo episodio. Non fosse che l’attore Go Joon è comparso sullo schermo in stile “hot oppa” proprio mentre stavo per spegnere. E vuoi che non me lo gusto un attimo?! 👀 Nel giro di 5 minuti la storia si è trasformata in un potenziale romance hate-love, genere di cui io vado matta, e anziché seguire i miei stessi consigli mi sono ritrovata con il cuore in mano a seguire Go Joon in tutta la sua “opposità“. Lui è gnocco, ma la serie è così così: stile ti amo, ma so di non poterti dare quello che vuoi allora ti sto lontano, ma siccome ti amo tanto non ci riesco ecc…. fate vobis.

Fix You

Indici di ascolto: L’ultimo episodio trasmesso (27-28 su 32) ha registrato l’1,7% nella prima metà e il 2,1% nell’altra, su base nazionale.

Laura: Iniziato prettamente per il cast, ma anche con la speranza di poter vedere qualcosa di diverso sul fronte medical, un genere che digerisco difficilmente. Purtroppo il tema psicologico è affrontato in modo stravagante anziché serio, durante la prima puntata vediamo l’introduzione di casi “limite”, ove i pazienti presentano sintomi esagerati e sono completamente fuori controllo, così come il medico curante è abbastanza eccentrico e utilizza metodi poco ortodossi. Ero già sul sentiero del DROP, quando dalla “regia” mi è giunta voce che il rapporto medico-paziente non viene rappresentato in modo etico, un motivo in più per finire nella lista “no, grazie”.

Francesca: Ammetto di aver iniziato a guardare Fix You, solo e unicamente perché sono una fan sfegatata di Jung Son Min, per me lei è immensa in qualsiasi ruolo interpreti. Infatti le sta riuscendo bene anche la parte dell’attrice di musical, bravissima, buonissima, ma aihmè, sfigatissima. Perché come da clichè, anche qui la protagonista non sfugge dal più infausto destino e visto tutto quelle che le succede, è quasi normale il fatto che abbia qualche “problemino” nel trattenere la rabbia. Per fortuna incontra un simpatico e stravagante psichiatra che l’aiuterà a superare questo suo disturbo, peccato però che il romance tra i due non si intraveda nemmeno con il binocolo, ed essendo io un addicted delle grandi storie d’amore, di quelle che ti travolgono, sono rimasta un tantino delusa. Mi sono trascinata avanti con gli episodi, superando anche la mia avversione per il genere medical, pur di vedere almeno uno sguardo languido, un’occhiatina dolce, ma niente da fare, la ship non mi è partita, e quando la ship non parte ragazzi, proseguire diventa praticamente impossibile. Io ci ho provato mia cara Jung So Min, i love you so much, ma ci rivediamo un’altra volta.

Old School Intern

Indici di ascolto: L’ultimo episodio trasmesso (19-20 su 24) ha registrato il 5,1% nella sua prima metà e il 6,1% nella seconda metà, su base nazionale

Laura: Questo non lo volevo guardare, lo giuro! Avevo anche tutta una serie di validissimi motivi, primo non mi piace il genere “ufficio” e sono stufa del concept “lezioni di vita dal mondo lavorativo sudcoreano”, secondo quest’anno ho già dato una chance a Park Hae Jin con Forest, e non avevo voglia di rivederlo in una commedia, il ragazzo ha bisogno di tornare in un ruolo forte alla Bad Guys. Comunque per completare questo bellissimo articolo, mi sono messa l’animo in pace e ho guardato la prima puntata. Ammetto che la mia modalità scetticismo totale è stata un po’ scalfita dal primo episodio che mi ha parzialmente colpito. La serie propone un grado di commedia da me accettabile che viene ben mischiato con il cliché del mondo lavorativo sudcoreano, ove l’età e l’anzianità contano a prescindere, i due protagonisti sono vittime di un sistema omertoso e promettono un bromance da faville. Ero talmente piacevolmente sorpresa che quasi mi scattava la maratona, ma poi la serie ha introdotto l’antagonista, il figlio del capo che è stupido come una capra, si può dire? Data l’avversione intrinseca che provo verso la stupidità in generale, e visto che comunque si tratta pur sempre di un drama d’ufficio, direi che per il momento la tengo lì in stand-by, guarderò ancora un paio di episodi e poi decido.

Mystic Pop-Up Bar

Indice di ascolto: L’ultima puntata trasmessa (10 su 12) ha registrato il 3,009% su base nazionale.

Laura: Ho apprezzato molto l’introduzione in quanto viene subito spiegata la natura della protagonista senza girarci troppo intorno. La serie fa un po’ il verso al drama “Hotel Del Luna” con questa barista/fantasma condannata ad aiutare le persone a risolvere i loro problemi da circa 500 anni. Si percepisce sin da subito che il drama nasconde qualcosa di più profondo rispetto all’ilarità mostrata a schermo, per altro troppo forte per i miei gusti in quanto siamo ai livelli di “Pegasus Market”. Non essendo poi amante dei “procedurali“, ove in ogni puntata si aiutano persone diverse, non ho proprio voglia di sorbirmi tutta una serie di episodi tra ilarità e casi problematici al solo scopo di scoprire il segreto che sarà rivelato nel finale. Direi che anche questo finisce nella lista “non interessa” nonostante il promettente cast. Tra l’altro dalla regia mi dicono che lei ha un po’ ridotto la sua “eccessiva” recitazione in questo titolo, darò sicuramente una sbirciata alla sua prossima rom-com, ma continuo a sostenere che Hwang Jung Eum rende molto di più nei melodrama. La serie arriverà presto su Netflix, io a sto giro passo 😉

Kingmaker: The Change of Destiny

Indici di ascolto: L’ultima puntata trasmessa (10 su 21) ha registrato il 5,263% su base nazionale.

Laura: Finalmente un drama coreano storico dopo non so più quanto tempo e con due attori che ho apprezzato in passato, Park Shi Hoo che non seguivo più da un po’ a causa dei suoi scandali e il veterano Jeon Kwang Ryul. Cosa potrà mai andare storto? La trama non m’ispira proprio per niente, oltre a sapere di già visto, la regia parte mostrandoci cosa succederà nel presente, proponendo il cliché dell’amnesia, per poi tornare indietro nel tempo e partire da capo. Metodo che ho apprezzato moltissimo in altri drama, ma dopo TKEM il mio cervello è ancora un po’ sensibile sul fronte trama non-lineare. Sinceramente non ho voglia d’infilarmi in 21 episodi per poi scoprire in corso d’opera che il copione non offre nulla di innovativo. Se proprio mi viene la scimmia per il genere storico, a sto punto mi ripesco qualche vecchio capolavoro o mi butto sulla lista infinita dei cdrama. Notizie dal fandom: sul fronte internazionale gira un mezzo boicottaggio per via dell’attore protagonista e dei suoi scandali.

Bonus

It’s Okay To Not Be Okay

Indici di ascolto: La serie si è aperta registrando il 6,093% nella prima puntata e il 4,722% nella seconda, su base nazionale.

Laura: In barba a Netflix, che sinceramente mi ha stufato con questa sua politica di proporre le serie in diretta solo nei paesi dove c’ha voglia, ho dato una sbirciatina anche al drama It’s Okay To Not Be Okay che rientra tra le premiere di giugno. Eh niente, mi è presa la scimmia, sono in pieno hype quindi il mio giudizio potrebbe essere offuscato. Seo Ye Ji è super mega favolosa nel suo ruolo con il disturbo antisociale della personalità tendente allo psicopatico, risultando un’elegantissima stronza che fa il verso, e soprattutto tiene testa, al personaggio di IU in Hotel Del Luna. Anche Kim Soo Hyun mi è piaciuto molto in questo ruolo “cucciolone denver, ma porto il peso del mondo sulle spalle”. Ammetto che il mio hype ricade più sul romance in quanto la chimica e l’attrazione tra i due è molto alta, ma non nego che la storia mi ha particolarmente incuriosito nonostante si basi su due cliché di dramaland. Entrambi con un passato traumatico alle spalle che affrontano però in modo molto diverso, forse perché lui è responsabile di un fratello autistico, mentre lei è sola. Il drama è ovviamente finito nella mia lista da guardare con priorità altissima, intanto mi hypo ancora di più con gli screenshots delle prime due puntate, tra i quali mi è venuta l’idea di abbinare il personaggio interpretato da Seo Ye Ji al cameo di Kim Soo Hyun nel drama Hotel del Luna. Si, sono impazzita, questa è la mia versione “modalità hype” che cercavo di tenervi nascosta. 😂

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.