Secret Royal Inspector | Recensione

Questo drama storico è andato in onda sul canale KBS2, tra dicembre e febbraio. Il periodo in cui è ambientato è la fine dell’era Joseon, premesso che i fatti o i personaggi non sono da ricondurre a reali figure esistite, ci prepariamo a conoscere le vicende di un nobile.

Il suo nome è Seong Yi Gyeom, interpretato da Kim Myung Soo; conosciuto come “L” ex membro della band kpop Infinite; dolcissimo angelo in “Angel’s last mission: love ”. Questo giovane è riuscito a superare il difficile esame di stato classificandosi al primo posto e lavora presso il dipartimento amministrativo. Vive, vantandosi del suo status, bighellonando e giocando d’azzardo, cosa tra l’altro vietata a quell’epoca! Ed è appunto durante uno di questi incontri clandestini che viene scoperto dal Capo della segreteria reale, il quale per punirlo chiede al Re di nominarlo Agente Reale Segreto. Compito principale di questa figura è scovare e sradicare atti illegali e corruzione da parte di pubblici ufficiali dislocati nel regno; sono gli occhi e le orecchie del re, ed è per questo che entrano in possesso del “mapae”, un lasciapassare che di fatto li porta ad avere un alto grado di potere.

Kim Myung Soo
Kwon Na Ra
Lee Yi Kyung

Nel suo primo incarico verrà affiancato da Hong Da In, interpretata da Kwon Na Ra, apprezzata  nel recente “Itaewon Class”; una donna ispettrice, figlia adottiva del capo della segreteria reale, usata da quest’ultimo per indagare con metodi e modi che un normale ufficiale non potrebbe usare. Lei sfrutterà questo incarico per controllare le mosse di Yi Gyeom, avendo però un doppio fine, che nasconderà ai suoi compagni. E non poteva mancare nel seguito dell’ispettore reale il fidato servitore, nonché amico Park Choon Sam, un po’ loquace, ma affettuoso e non troppo coraggioso, interpretato da Lee Yi Kyung, straordinariamente esilarante in “Welcome to Waikiki”.

Insieme indagheranno sulla scomparsa del precedente agente, ma sarà come aprire una matriosca: da lì verranno a galla altri reati ai danni dei poveri cittadini per colpa del governatore di quella provincia, nonché una più subdola cospirazione per danneggiare il re. Fra situazioni imbarazzanti e comiche, ad altre drammatiche e concitate, i tre faranno squadra. Un legame che ci permetterà di conoscerli meglio.

Choon Sam nonostante sia un servo ha nobili principi e un cuore grande, purtroppo fare il finto valoroso non gli eviterà di essere maltrattato più volte. Da In è una donna emancipata, fin troppo, infatti sembra fuori dal suo tempo. Più di una volta la sua furbizia ha salvato la vita a lei e ai suoi compagni. Della sua bellezza né ha fatto un’arma visto che ha dovuto fin da subito imparare a difendersi. Naturalmente questa sua forza non può nulla contro il fascino del nobile che accompagna. Yi Gyeom anche se può sembrare freddo e sprovveduto, ci stupisce con il suo pensiero moderno verso un equo rispetto della persona, che esula la posizione sociale. Un sogno che coltiva da tanto è proprio quello di cambiare il mondo in cui si trova, in uno dove ci sia pari dignità per tutti. Eccelle in tutte le arti, ma rimane un uomo e come tale sarà conquistato dai modi e dalla presenza della sua collaboratrice.

L’integrità morale, il coraggio e la determinazione dimostrata nella risoluzione della missione da parte dell’agente reale, colpiscono il re che, dubitando della lealtà di chi lo circonda a corte, gli assegna un altro incarico. Il gruppo si riforma e vive delle nuove avventure investigative. Mentre si destreggiano fra spionaggio, camuffamenti e scazzottate, porteranno alla luce una ragnatela più fitta di complotti che mirano alla conquista del massimo potere al governo.

Faremo la conoscenza del fratellastro minore di Yi Gyeom, interpretato da Lee Tae Hwan; ex dei 5urprise e super belloccio in “Touch”. Quest’ultimo cresciuto purtroppo nel disprezzo del padre e nel rimpianto di una vita preclusa a determinate opportunità perché ritenuto un ‘mezzo nobile’, si è allontanato dal fratello tempo fa e scopriremo che questo evento del passato ha segnato profondamente l’ispettore reale. E Lasciatemi dire che Tae Hawn, statuario e con una presenza elegante, ha il suo perché!

E quando pensi che tutto sia risolto, il gruppo si ritrova coinvolto in una nuova avventura. Al rush finale della storia arriveremo grazie alla determinazione del protagonista, con dei piccoli colpi di scena e un susseguirsi di coincidenze. Ci regalerà un sorriso vedere la vita dei tre che trova finalmente il giusto equilibrio e serenità.

L’interpretazione da parte dei tre protagonisti mi è piaciuta perché approfondita e peculiare, sono stati bravi a farci affezionare ai loro difetti,  innamorandoci dei loro punti di forza; c’era alchimia e questo ha reso la serie davvero piacevole. Altrettanto gradita è stata la modalità di ripresa: inquadrature essenziali, nessuna distrazione dall’ambiente, di solito infatti molto tempo si concede alle sequenze degli interni dei palazzi o sull’architettura degli esterni, qui no, tutto è molto sobrio.

I protagonisti e i loro dialoghi sono posti in primo piano, con il risultato di una totale attenzione da parte dello  spettatore. Si denota l’esperienza del regista nel gestire le scene dei combattimenti o dove vi sono tante comparse sicuramente acquisita con i suoi precedenti lavori, infatti ha diretto diversi drama di questo genere.

Comunque di base queste opere storiche hanno un fascino indiscusso dovuto sia ai costumi, tessuti preziosi e sete meravigliosi (quando li guardo rimango sempre sbalordita dal fatto che sono sempre stirati ad arte senza mai che si intraveda una piega!). Alle acconciature tirate a lucido, che non devono essere proprio comodissime, nonché a tutti gli accessori che fanno la differenza. Rendersi conto dell’enorme lavoro dietro a queste produzioni non può che aggiungere punti a favore. 

Non ho apprezzato le situazioni tragicomiche un po’ sopra le righe soprattutto dei personaggi legati ai funzionari corrotti e al teatrino dei burattinai del governo, che dovevano fare la parte ‘cattiva’ della storia, ma invece passano per gretti e stupidi. Le scene che riguardano la coppia sono davvero centellinate; le situazioni romantiche quasi assenti, con un bacetto stampo poco passionale che lascia un po’ di delusione.Le musiche del drama sono poche, ma una ost vi rimarrà impressa tanto da cominciare a canticchiarla “I’ll find you” dei N. Flying.

VOTO FINALE 7/10

Chiudo con una curiosità: dopo la messa in onda del drama e la pubblicazione del suo primo album da solista Kim Myung Soo partirà per il servizio militare, obbligatorio in Corea, quindi non lo rivedremo sugli schermi per almeno due anni.

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