Sky Castle | Recensione

Sky Castle è una serie satirica che prende in giro la società sudcoreana, in particolar modo punta il dito contro il sistema scolastico e contro l’ossessione delle famiglie di far eccellere i figli all’interno di questo sistema.

Prima di entrare nei dettagli di Sky Castle o di qualsiasi altro drama che tratti lo stesso tema, è bene fare una piccola premessa su come funziona la società sudcoreana. In Sud Corea viene data moltissima importanza all’istruzione dei figli, lo scopo principale è quello di renderli i migliori, in modo che possano entrare nelle università più prestigiose così da ottenere in futuro un’ottima posizione lavorativa. Il sistema scolastico sudcoreano è severo, gli esami sono difficili e le materie vengono studiate in modo approfondito, gli studenti entrano a scuola la mattina presto ed escono la sera tardi, molti di loro non tornano a casa ma si recano in appositi centri ove possono continuare il loro studio, da soli o affiancati da costosissimi tutor personali o di gruppo. Questo tipo di “pressione” a cui gli studenti sono sottoposti avviene anche nel mondo lavorativo ed è uno dei motivi per cui il tasso di suicidi in Sud Corea è molto alto.

I giovani che escono dal sistema scolastico sudcoreano saranno anche tra i più preparati al mondo, ma a quale prezzo? Come vedete il tema trattato da Sky Castle, nonostante la satira, è in realtà molto serio. Molto di quello che vedrete in questa serie vi sembrerà assurdo, specie se paragonato al nostro sistema scolastico italiano, il mio consiglio è quello di guardarlo tenendo bene a mente che è una cultura diversa dalla nostra, vi eviterà eclatanti incazzature.

Sky Castle è una serie satirica, condita con mystery e makjang, che prende in giro la società sudcoreana. Scritta da Yoo Hyun Mi e diretta da Jo Hyun Taek, la serie è stata trasmessa a cavallo tra il 2018 ed il 2019 sul canale jTBC per un totale di 20 puntate da 1 ora e 15 minuti l’una. Nonostante il difficile tema trattato, Sky Castle ha saputo intrattenere gli spettatori fino a diventare il drama più chiacchierato e popolare del 2018, passando da un inizio di stagione fallimentare con appena l’1.7% di ascolti nazionali fino al 23.8% registrato nel finale di stagione. Il drama ha continuato a far parlare di sé anche per tutto il corso del 2019 ed il 2 Ottobre, durante la dodicesima edizione dei Korea Drama Awards, è stato eletto come miglior drama, vittoria un po’ scontata considerando gli ascolti ottenuti e l’hype generato attorno alla serie. Ad inizio Settembre, vi avevo già accennato che la Warner Bros. ha deciso di produrre il remake americano della serie, l’autrice Yoo Hyun Mi ha dichiarato che la storia di Sky Castle può essere raccontata anche in altri paesi, facendo intendere: “nonostante le diversità culturali”.

Nel 2018 avevo evitato questa serie poiché temevo che 20 episodi sul tema scolastico sarebbero stati difficili da gestire, la mia paura era che, nonostante la satira, la serie non sarebbe stata in grado di evitare momenti “riempitivi”. Inoltre il tema trattato è già stato ampiamente usato nelle serie tv sudcoreane ed è tutt’ora uno dei temi più diffusi, rendendolo quindi ridondante. Ma dato che Sky Castle è stato elogiato sia in Sud Corea che nel resto del mondo, oltre ad aver vinto diversi premi nel corso dell’anno, ho deciso di dargli una chance e di guardarlo, e nonostante le mille premiere che sto seguendo, sono riuscita a completare Sky Castle poche settimane prima che si tenessero i Korean Drama Awards. Il viaggio in queste venti puntate è stato divertente e frustrante allo stesso tempo, non posso negare che la produzione sia una delle migliori realizzate tra le serie tv sudcoreane, ma ancora una volta il mio istinto aveva ragione, la serie ha dovuto usare diversi “riempitivi” per coprire l’arco delle 20 puntate, perdendo molto del suo charme nella parte centrale del drama ove vengono proposti i classici cliché alla makjang.

Elenco nomine e premi Sky Castle – tratto da wikipedia

La storia è incentrata su un gruppo di quattro famiglie che vivono in un quartiere residenziale di alta classe chiamato “Sky Castle”. Le mogli gestiscono case e figli mentre i mariti lavorano come importanti chirurghi nello stesso ospedale. La loro più grande preoccupazione è garantire che i loro figli eccellano a scuola e l’obiettivo finale della loro vita è farli ammettere nelle più prestigiose università sudcoreane. La vita di queste famiglie viene sconvolta da un tragico inaspettato evento, i motivi di questo evento sono inizialmente avvolti nel mistero ma saranno rivelati nell’arco di poche puntate. A causa di quanto accaduto, una nuova famiglia si trasferisce nel quartiere, essi vivono in modo più modesto rispetto alle altre, dando meno importanza all’educazione scolastica. Ciò crea nuove complesse relazioni nel vicinato, mettendo a confronto la vita e le priorità tra persone altolocate e persone più “comuni”.

Questa premessa è stato il primo punto positivo e negativo del drama, il tragico evento ha catturato la mia attenzione abbattendo il mio scetticismo, poiché non mi aspettavo proprio questa svolta mystery. Purtroppo l’autore ha deciso di rivelare quasi subito le ragioni dietro a quanto accaduto riportando la trama sui binari dell’educazione scolastica. Ciò nonostante la forte satira mi ha intrattenuto per le prime dieci puntate, i litigi tra mogli e mariti su come educare i figli sono a tratti drammatici e a tratti esilaranti, il diverso modo di approcciarsi allo studio da parte dei figli è altrettanto interessante, ci sono studenti che vogliono primeggiare a tutti i costi e ci sono studenti che invece non sopportano la pressione dei genitori. A tutto questo si affianca la sottotrama legata ai mariti che lavorano presso l’ospedale, anche qui condita di satira e voglia di eccellere.

La prima parte della serie è scritta divinamente, la vita quotidiana di queste famiglie s’intreccia tra loro e ci viene raccontata in modo perfetto, in un mix tra tragico e satirico. I personaggi sono molteplici e complessi, a volte contraddittori, si vede a colpo d’occhio che alcuni di loro non sono sicuri delle decisioni che stanno prendendo per i propri figli, ma pochi avranno il coraggio di cambiare sin da subito, per altri ci vorranno venti puntate di scelte sbagliate. Lo spettatore si troverà ad odiare alcuni dei personaggi per poi compatirli qualche secondo dopo, fino a ridere insieme a loro qualche minuto più tardi. La perfetta recitazione aiuta sicuramente a far provare allo spettatore questa varietà di emozioni.

Dalla puntata dieci in poi, purtroppo, tutte le mie paure hanno iniziano a trasformarsi in realtà, la serie ha già raccontato tutto quello che poteva raccontare sul fronte “educazione” ed i personaggi non hanno avuto alcun tipo di evoluzione, nonostante lo scossone ricevuto dall’evento sopra riportato, i genitori continuano imperterriti a martellare i figli scaricando su di loro sogni ed ambizioni non realizzate. Ma la serie deve durare altre dieci puntate, cosa raccontarci quindi? Come quasi tutti gli scrittori sudcoreani, anche l’autrice di Sky Castle pensa bene di scadere nella cosiddetta “lazy writing” (pigra scrittura), vengono inseriti nella trama dei riempitivi tratti dai peggio cliché dei makjang, segreti di nascita, figli illegittimi, suocere cattive che trattano male le nuore, lotte di potere all’interno dell’ospedale ecc….

Satira e recitazione non sono sufficienti per compensare una trama che si è trasformata, a tutti gli effetti, in una soap opera. Vedere una storia ben scritta scadere nei soliti cliché è stato a dir poco frustrante e deprimente, fortunatamente questa parte dura molto poco, un altro evento shock travolge infatti le famiglie di Sky Castle e la storia torna sui binari del mystery e del tragico, un po’ ripetitivo riproporre mystery e stessi personaggi che non imparano la lezione, ma sicuramente meglio della soap opera. Bisognerà comunque aspettare gli ultimi quattro episodi per ricomporre tutti i tasselli del puzzle e vedere finalmente po’ di redenzione da parte dei personaggi più “ottusi”.

Per questioni di spoiler vi ho raccontato la trama in modo molto generico, omettendo appositamente nomi e ruoli dei vari personaggi, tutti scritti e recitati divinamente, mi sarebbe piaciuto molto analizzare alcuni di loro nel dettaglio, anche per mostrarvi la bravura del cast e la complessità di questi ruoli, ma vi rovinerei la sorpresa. Vi lascio però la lista al cast almeno potete vedere se è presente qualche volto che riconoscete.

Nel complesso la produzione di Sky Castle ha saputo realizzare un ottimo lavoro attorno ad un tema non facile da raccontare, poiché ridondante nel mondo delle serie tv sudcoreane. A mio avviso hanno però fallito nello scegliere il format della serie, sedici episodi erano più che sufficienti per chiudere la trama evitandoci quattro episodi riempitivi con sotto-trame poco avvincenti rispetto a quella principale. Voto finale 8.

Una menzione particolare merita la colonna sonora principale della serie, “We all lie” di Ha Jin.

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