Tale of The Nine Tailed | Cosa mi è piaciuto e cosa no!

“Tale of The Nine Tailed” è un fantasy-romance di tvN con protagonista la figura mitologica della volpe a nove code, niente di nuovo sul fronte korean drama in quanto il tema è già stato ampiamente “sfruttato” e lo sarà ancora con il prossimo fantasy di tvN, targato iQIYI. Cosa mi ha portato dunque a visionare questa serie? Sicuramente il cast principale, composto da Lee Dong Wook, Jo Bo Ah e Kim Bum, ha fatto il suo “sporco” lavoro facendomi abboccare come un pesce. Scrivo abboccare poiché la serie non mi ha convinto al 100%, inizialmente entusiasta dei primi episodi mi sono ritrovata a perdere interesse al punto tale che verso la puntata 7 stavo per droppare. Fortunatamente il bromance è finalmente entrato in azione e il mio amore per il cast mi ha fatto desistere. Vediamo insieme gli elementi che mi hanno colpito e quelli che mi hanno invece lasciato con l’amaro in bocca.

AMORE

LA CHIMICA TRA LEE DONG WOOK & JO BO AH

I due protagonisti principali Lee Dong Wook e Jo Bo Ah hanno dimostrato una chimica pazzesca dentro e fuori dal set. Inizialmente cane e gatto stringeranno una profonda amicizia che si trasformerà presto in amore. Lui, Lee Yeon, è una volpe che vaga sulla terra da centiania di anni alla ricerca del suo primo amore. Lei, Nam Ji Ah, è una produttrice televisiva che assomiglia moltissimo al primo amore di lui. Chi ama il fantasy sa già che il loro destino è legato in modo inesorabile. I video da loro pubblicati sui social hanno mostrato una chimica eccezionale che trasuda amicizia, ironia e collaborazione. Forse a tal punto che per me è stato un po’ difficile “digerire” il romance nel momento in cui ha preso piede, poiché nel mio cuore loro erano ormai miglior amici dentro e fuori dal set.

LEE RANG: IL NEMICO CUCCIOLOSO

L’attore Kim Bum nel suo ruolo di Lee Rang, fratellastro cattivello del nostro protagonista, è stato sicuramente uno dei punti a favore messi in capo dal drama. Con il suo sorriso smaliziato e la sua aria di cucciolo abbandonato ha fatto breccia nel cuore di molti spettatori, diventando il cattivo che tutti vorrebbero nei drama. Afflitto dalla sindrome dell’abbandono e indeciso tra bene e male, sarà una spina nel fianco per il nostro protagonista, ma offrirà anche moltissimi momenti di puro bromance. La storia travagliata con il fratello e il suo carisma hanno portato molti spettatori a ricordare Damon Salvatore (Ian Somerhalder), famosissimo personaggio della saga The Vampire Diaries.

IL TRIANGOLO NO

L’attrice Kim Yong Ji e l’attore Hwang Hee sono la nostra “coppia” secondaria. Lei, Yoo-ri, è una volpe alleata con Lee Rang e dal quale ha ereditato lo stesso cinismo per la vita. Lui, Shin-joo, è una volpe dal cuore tenero che agisce come braccio destro del nostro protagonista. Inutile dire che la personalità opposta di questi due personaggi schiera ilarità e divertimento, offrendoci anche un po’ di romance. Il forte legame tra Yoo-ri e Lee-rang aggiunge poi un pizzico di pepe in più, formando un triangolo molto diverso dal solito, fatto di amicizia, lealtà, tradimenti e tanto altro. Il piccolo attore Jung Shi Yool condirà poi il tutto di tanta dolcezza, molto emozionate la storia di questo quartetto nella parte finale del drama.

La storia di Yoo-Ri e Lee Rang è piaciuta talmente tanto che la produzione ha ideato uno spin-off a loro dedicato dal titolo “Tale of the Nine Tailed: An Unfinished Story”. Tre puntate in cui tornano protagonisti Kim Bum, Kim Yong Ji, Hwang Hee e il piccolo Jung Shi Yool.

PRODUZIONE

La produzione offre una buona qualità in quasi tutti i suoi aspetti. La trama di “Tale of the Nine Tailed” prevede tanta azione tra scene di combattimento e qualche fuga rocambolesca, ripreso in modo egregio dato che la telecamera non è troppo movimentata, buona anche la regia e il montaggio che offrono una narrativa fluida nonostante l’accostamento passato-presente. Al contempo la soundtrack è composta da brani di diverso tipo che ben accompagnano il ritmo mostrato a video, a volte un po’ troppo sdolcinata per i miei gusti, il brano che preferisco è infatti “Blue Moon” dal ritmo più incalzante. Mi sono piaciuti molto anche i costumi ed il trucco, sia nel passato che nel presente.

SCENOGRAFIA NATURALE

Sebbene la storia si svolga prevalentemente in città, ci sono comunque alcune scene girate in posti molto scenografici come foreste, spiagge e mari.

ODIO

EFFETTI SPECIALI & SCENOGRAFIA ARTIFICIALE

Da un fantasy di tvN mi aspettavo decisamente di più sul fronte effetti speciali, il lavoro di computer grafica non è pessimo, ma non è nemmeno buono. Più volte mi sono ritrovata a storcere il naso, o peggio, a ridere durante scene che in teoria dovevano essere “drammatiche” per via di effetti speciali poco convincenti. Al contempo tra le varie località del set è presente una scenografia (la stanza di un edificio) che si nota a vista d’occhio che è finta. Sinceramente è una roba oscena da vedere nel 2020.

REINCARANAZIONE

Sebbene non sia mai stata amante del cliché reincarnazione, sono sempre riuscita a digerirlo. Ma in questo drama è stato sviluppato in un modo che mi ha dato particolarmente fastidio, facendomi perdere interesse per tutta la parte di trama che raccontava gli eventi svolti nel passato. Il nostro protagonista conosce la sua amata quando è in tenera età, la vede crescere facendole da amico / mentore per poi innamorarsene quando diventa adulta. Sinceramente lo trovo abbastanza raccapricciante come concetto, così come il fatto che sia stata usata la stessa attrice per rappresentare le due donne che lui ha amato. Avrei preferito che nel passato si fosse usato un volto diverso, per rimarcare come lui s’innamora della nostra protagonista per chi è lei e non perché assomiglia alla sua amata. Fortunatamente la nostra eroina fa più volte presente a lui che se si vuole avvicinare deve essere consapevole che lei è lei e non quell’altra!

UN CALDERONE DI TRAME

Purtroppo anche “Tale of the Nine Tailed” è caduto nella trappola dello “strafare” che aveva colpito “The King Eternal Monarch”. La trama è troppo piena di personaggi e sotto-trame che rendono difficile affezionarsi al filone principale della storia. Al contempo nessuna di queste sotto-trame è sviluppata a dovere per mancanza di tempo. La sensazione è quella di un calderone fantasy ove sono stati inseriti esseri maligni e volpi che si fanno la lotta da centinaia di anni, ma che mostra ben poco di fantasy & soprannaturale favorendo invece tanta azione in abiti d’epoca e contemporanei. Ci sono tanti nemici con le loro ambizioni, tanti personaggi secondari con le loro storie, ma nel complesso nessuno spicca tanto da essere ricordato negli annali di dramaland. Tolto Lee Rang e forse la leggenda di Imoogi, che però deriva dal folclore coreano.

Nel complesso “Tale of the Nine Tailed” non riesce ad affermarsi come l’epic fantasy che tutti vorremmo iscrivere nella storia di dramaland, ma rimane un titolo egregio che sa intrattenere con elementi validi come azione, amicizia, melodrama e romance. Il cast stellare ha sicuramente aiutato molto nell’attirare il pubblico, mentre la produzione risulta nel suo insieme abbastanza avvincente da trattenere lo spettatore. Voto finale 7/10

Laura

Da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.