Taxi Driver | Recensione

Signore e signori, venghino, venghino a guardare!! Cercate un drama da addiction? Eccolo qua, per me uno dei drama imperdibili dell’anno, fin ora. Parliamo di Taxi Driver, drama firmato SBS, andato in onda tra aprile e maggio, composto da 16 episodi di circa un’ora. 

Taxi Driver è basato sul webtoon The Deluxe Taxi, di Carlos e Lee Jae-jin, che racconta la storia di un particolarissimo servizio di taxi, la compagnia ‘Rainbow Taxi’, che, come dire, fornisce “servizi aggiuntivi” ai clienti. Quali? Mille mila modi per cercare VENDETTA su cattivoni con le facce brutte che hanno commesso altrettanti soprusi contro gente innocente. I clienti del servizio sono vittime di crimini violenti che sono stati calpestati e tormentati al punto da essere pronti a porre fine alla loro vita solo per sfuggire al loro tormento.

Ogni singolo membro della squadra di vendicatori porta con sé i propri agghiaccianti retroscena, in particolare crimini contro i propri cari commessi da criminali che non sono stati mai puniti a causa delle falle del sistema giudiziario. Ed è per questo che questa strana banda ha una sola missione: cercare giustizia per coloro che hanno vissuto il loro stesso dramma.

Taxi Driver quindi ci presenta la storia di queste vittime con casi dai mini archi narrativi della durata di 2- 3 episodi, mentre la trama di base prende il via nell’ultima parte dello show, in cui la direzione della squadra cambia in modo significativo. 

La performance di Lee Je Hoon è stata eccezionale (forse ancor più che in Move to Heaven). La storia ruota attorno al suo personaggio, il tassista Kim Do Gi, da qui il titolo del drama Taxi Driver. Il personaggio è un mega mix di personalità in cui si riconoscono le impronte stilistiche di notissimi personaggi (ad esempio Mad Max di Mel Gibson e sì, persino Taxi Driver di Robert De Niro) riuniti insieme in un’unica irresistibile combinazione. 

Pensate: ex soldato delle forze speciali con abilità di combattimento stile Super Seyan di 4° livello; guida folle, straordinaria capacità di fondersi in qualsiasi ambiente come un camaleonte. In ogni caso, il risultato è sempre il front man pronto a tutto della compagnia Rainbow Taxi! 

La sua missione? La vendetta, non inflitta solamente con il dolore fisico, ma fatta di tranelli e di missioni sotto copertura assolutamente convincenti per cercare e distruggere il bersaglio dall’interno (e guardare lui che interpreta tutte queste personalità è a dir poco ESILARANTE). Efficiente, efficace, letale, soprattutto quando da SOLO sconfigge un’intera orda di assalitori, poco realistico, me ne rendo conto, ma io ci credo, OK? 

Pyo Ye Jin interpreta Ahn Go Eun, ragazza all’apparenza carina e indifesa, ma che in realtà è un’arguta hacker, fondamentale per le operazioni della squadra. Il suo passato è a mio parere uno dei più tragici, ci sono diverse scene molto cariche, che le consentono di dare corpo al suo personaggio. Choi Kyung Goo e Park Jin Eon sono i meccanici della banda, io li definisco i ‘Gianni e Pinotto’ del drama. Sempre culo e camicia aprono la strada a diversi siparietti comici, anche se i loro personaggi non mancano di coraggio. Kim Eui Sung interpreta il proprietario della compagnia Rainbow Taxi, Jang Sung Chul, per me già apprezzato in Mr Sunshine, anche qui assolutamente impeccabile. 

Poi c’è la procuratrice Kang Ha Na, donna determinata e testarda che indaga su questi stani casi di giustizia privata. Il suo personaggio ci mette un po’ a venir fuori, (intorno all’episodio 12) ma secondo me, questa lenta crescita è stata ben studiata e ha sottolineato la tensione tra i pubblico ministero e la nostra banda di vendicatori, per porci una fondamentale domanda: la vendetta ad ogni costo e non governata dalla legge è giusta? 

Ma la cosa meravigliosa di questo drama sapete qual è? Il cast secondario!!

Cha Ji Yeon nei panni di Baek Sung Mi merita sicuramente una menzione: una sorta di capa mafiosa intrigante, potente e che trasuda classe, stile e cattiveria in egual misura. Il suo luogotenente, Goo Seok Tae, interpretato da Lee Ho Chul, sembra uscito da un film di Bond nei panni della guardia del corpo sovradimensionata della mente malvagia. Questo è un personaggio che odierai in modo crescente man mano che la storia si sviluppa, e per ottime ragioni.

Tae Hang Ho interpreta il violento proprietario della fabbrica di Jeotgal, Park Joo Chan in modo davvero convincente. Tra le tante scene di combattimento che ho visto in dramaland, quelle che lo coinvolgono sono spaventosamente crudeli e spietate. E non abbiamo ancora finito, il primo premio per il cattivo più disgustoso va a Park Yang Jin interpretato da Baek Hyun Jin: questo vile sociopatico può sembrare incredibilmente plateale in tutto ciò che fa, ma studia tutto nel dettaglio per non commettere errori, commettendo crimini dalla gravità stratosferica. 

La produzione SBS, è assolutamente di qualità, si vede che ci hanno speso soldi: basti solo pensare a quante macchine vengono distrutte nel corso del drama! C’è da sottolineare come dall’episodio 11, lo sceneggiatore sia stato cambiato per ‘divario creativo’ con i produttori. Ora, non sono convinta che il cambio di registro del drama sia necessariamente legato a questo, ma il cambiamento nel tono generale è abbastanza evidente, in particolare la storia di base ingrana e cambia totalmente registro, per eliminare la parte pseudo divertente e diventare molto più action-noir. 

Le OST contribuiscono a dare la carica e lo sprint alle azioni action, mischiando note più rock e rap, ma non mancano anche le tracce ballad per i momenti più dolci e riflessivi. 

Questo modo dei personaggi di sfruttare i propri traumi personali per diventare dei giustizieri e ricercare la vendetta per il prossimo ha reso la banda della ‘Rainbow Taxi’ un gruppo di supereroi moderni. Alle ‘vittime’ viene sempre posta una fatidica domanda: vuoi vendicarti contro chi ti ha fatto del male o no? (tramite una sorta di videogame anni ’80 nascosto in una strada secondaria, GENIALE). 

Il drama risponde a modo suo alla domanda: è giusto farsi giustizia da soli quando la legge con tutti i suoi cavilli non ci arriva prima? C’è una morale, ma credo sia lasciato ampio spazio alla riflessione personale.

Curiosità: Nell’episodio 5, il cattivo è ispirato ad un caso realmente accaduto, in particolare il presidente della società presa in considerazione nel drama a quanto pare faceva esattamente quello che gli vedrete fare nella puntata, questa cosa mi ha angosciata molto. 

Opinioni personali: 

Taxi Driver è stato un vortice: lo stile nettamente webtoon mi ha rapita, come se i personaggi fossero usciti dalla carta stampata, ma senza mai diventare delle macchiette. È uno di quei drama che aspettavo con ansia ogni settimana, uno di quelli imprevedibili, adrenalinici e coinvolgenti anche senza necessità di storia d’amore. 

Consiglio la visione a chi ama l’animazione, il genere action (perfetto per chi ha apprezzato Vincenzo), ed in realtà a tutti!!! A guardarlo mi è venuta voglia di fare un corso di difesa personale ad esser sinceri. 

Al prossimo Drama.

Mariapia

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