Woman of 9.9 Billion | Recensione

Tra dicembre e gennaio, sul canale sudcoreano KBS2, è andato in onda il mystery-crime “Woman of 9.9 Billion”, scritto da Han Ji Hoon lo stesso autore di Road Number One, romance/war drama che penso vedrò a breve, e Time Between Dog and Wolf, action/romance del 2007 che non ho apprezzato moltissimo ma rimane tra i più osannati. Woman of 9.9 Billion è uno di quei drama che parte lento per poi trascinarti in un vortice di colpi di scena e suspance, lo sviluppo della trama può essere diviso in tre sezioni, ognuna delle quali cambia il genere della serie.

Inizialmente sembra di guardare un melodrama, una donna sposata (Cho Yeo Jung) con un marito violento (Jung Woong In) trova rifugio tra le braccia dell’amante (Lee Ji Hoon) nonché marito di una sua amica (Oh Na Ra). Ma nel giro di poco tempo la vita di questa donna, e di tutti quelli che le ruotano intorno, viene completamente stravolta da una semplice scelta. La donna e l’amante incappano casualmente in una grossa somma di denaro in contante, e decidono di tenersela, peccato che tale somma sia legata al mondo del crimine organizzato. I due si ritrovano ben presto alle calcagna non solo la “mafia”, ma anche il marito di lei, individuo estremamente violento e tendente allo psicopatico, nonché un ex-detective (Kim Kang Woo) che sta investigando sulla morte del fratello, le cui indagini portano proprio al denaro sporco.

Questa è soltanto l’introduzione di Woman of 9.9 billion, da qui in poi il drama ci mostrerà la parte più meschina della natura umana, quella che esce fuori quando entra in contatto con il Dio denaro. I primi segni di follia colpiscono la coppia di amanti, in quanto inesperti criminali si ritroveranno a compiere una scelta sbagliata dietro l’altra, che oltre a metterli in guai seri, li porterà a schierarsi l’uno contro l’altro. Di questa prima parte ho apprezzato molto come il drama abbia posto l’accento sul fatto che le persone coinvolte sono persone comuni e non esperti criminali, è stato adrenalinico vederli andare in panico e soccombere alla loro inesperienza.

Gli sbagli commessi da questi due “furbi del crimine” hanno coinvolto molte altre persone nella vicenda, le quali si sono subito messe in moto per cercare di rubare il denaro, primo fra tutti il marito psicopatico. Questo ha trasformato il drama in un vero “battle royale”, ove tutti cercavano di contendersi il denaro, regalandoci momenti drammatici e colpi di scena. La bellezza in questa parte di trama è stata l’imprevedibilità, ci sono stati tradimenti, cambi di schieramento e ogni piano studiato veniva completamente disfatto dal piano messo in atto da qualcun’altro.

Mentre questo gruppo di persone è occupato con la caccia al tesoro, il drama ci spiega, poco a poco, da dove arriva il denaro, affiancando quindi una trama crime-finanziaria che giustifica una buona parte degli eventi, nonché inserisce nel gioco nuovi personaggi. In particolar modo due nuovi protagonisti scendono in campo, il primo è un personaggio che è rimasto in disparte, apparentemente inconsapevole di cosa gli stava accadendo attorno. L’altro personaggio è il reale proprietario della somma di denaro.

Questi due nuovi personaggi cambieranno nuovamente l’andamento della serie, trasformando il crime-finanziario in una vendetta. Si creano due fazioni ed entrambe vogliono vendicarsi l’una dell’altra. Di questa parte ho apprezzato sia i colpi di scena sia il fatto che ormai, a prescindere dalle intenzioni, tutti si erano macchiati di crimini, alla fine della storia nessuno di loro era tanto meglio dei criminali a cui avevano rubato il denaro, tranne forse il detective.

I punti di forza di questa serie sono stati il copione, l’autore è stato capace di trasformare un’idea innovativa, il ritrovamento di denaro sporco, in un susseguirsi di colpi di scena che ci tengono incollati allo schermo. La capacità di spaziare tra i generi, cosa estremamente rara nei drama coreani. E la recitazione, tutto il cast ci ha regalato un’ottima performance ma i tre protagonisti secondari hanno dato del filo da torcere ai due principali, risultando spesso più accattivanti. Menzione particolare merita poi l’attore Jung Woong In nei panni del marito psicopatico.

Come tutti i drama, anche questo non è esente da difetti, sia il battle royale che il continuo cambio di schieramenti diventa alla lunga ripetitivo. La parte legata al crimine-finanziario è più lenta e noiosa rispetto a tutta l’azione mostrata in precedenza e crea un po’ di squilibrio nel ritmo. Un’altra nota negativa è stata l’incapacità di gestire la moltitudine di personaggi secondari, come spesso accade nei drama, alcuni di loro vengono messi in stand-by quando non servono per poi essere ripescati nei momenti opportuni. Infine la protagonista, colei che è la causa iniziale di tutto, è risultata essere il ruolo più debole della storia. Le sue intenzioni cambiano troppo spesso, passando da donna cinica e avara alla martire caritatevole, così come il movente che la spinge a volere il denaro. Troppe volte agisce in modo avventato e “stupido” ritrovandosi in situazioni critiche per comodità della trama, rendendolo forse il personaggio meno riuscito di tutti.

Nel complesso Woman of 9.9 Billion è una di quelle poche serie di cui non sono riuscita a prevedere l’andamento della trama, contiene un mix dei miei generi preferiti, mi ha divertito e intrattenuto dall’inizio alla fine senza troppi momenti da “occhi al cielo”, infine nella parte finale ha saputo osare, sfiorando il tragico. Il mio voto finale è stato 8 su 10, ho tolto 1 punto per tutti i difetti sopra elencati e 1 punto poiché avrei preferito un finale più forte e cattivo, il mezzo tragico lascia un po’ l’amaro in bocca.

Laura

Classe 1985 e da sempre appassionata di film e serie tv, intorno al 2012 viene casualmente catapultata nel mondo dei drama, meglio conosciuto come dramaland, qui il suo nuovo interesse cresce a dismisura portandola nel 2019 a fondare dailykdrama, per scrivere della sua passione e condividerla con il pubblico italiano.

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