You Are My Spring

Oggi vi parlo di un esempio di come il mischione di generi nei kdrama può trasformare una produzione potenzialmente perfetta in un’occasione sprecata. 

Parliamo quindi di “You Are My Spring”, andato in onda tra Luglio e Agosto 2021 sull’emittente tv coreana tvN e arrivato fresco fresco su Netflix Italia. Rientra nella categoria dei drama romantici ‘a ritmo lento’, che almeno una volta all’anno ci vengono presentati dall’ampissimo catalogo coreano. E per quanto riguarda la parte romantica ha fatto esattamente il suo lavoro, emanando calde vibrazioni e facendo commuovere nelle scene più tenere. L’unica cosa deludente di questo drama è purtroppo il misero fallimento della sceneggiatura nel tentativo di fondere a questa bellissima storia d’amore una trama secondaria thriller. Ma analizziamo questo mezzo fallimento nel dettaglio.

TRAMA

Kang Da Jung (Seo Hyun Jin) è la manager di un hotel a 5 stelle mentre Joo Young Do (Kim Dong Wook) è uno psichiatra. Entrambi hanno un tragico passato infantile alle spalle: lei è stata testimone delle violenze che il padre commetteva nei confronti della madre, lui è stato il potenziale donatore del fratello maggiore malato terminale e si è sempre sentito responsabile della sua salute anche da bambino. I due vengono a contatto in quanto vicini di casa nell’edificio Gugu e successivamente rimangono coinvolti in un caso criminale che sembra essere legato al misterioso Chae Jun (Yoon Park), un uomo che corteggia spudoratamente Kang Da Jung.

PERSONAGGI E RECITAZIONE

Kang Da Jung eredita l’indesiderabile capacità della madre di rimorchiare gli uomini sbagliati e fino a quando la conosciamo, le sue storie d’amore sono state sempre dei fallimenti. Joo Young Do si è appena separato dalla ex moglie, ed evita come la peste le relazioni. Dopo il primo incontro (simpaticissimo) tra i protagonisti i due continuano a incontrarsi un po’ per caso, un po’ per il loro passato in comune.

Young Do come psichiatra capisce che Da Jung ha bisogno di aiuto, e segretamente desidera guarirla dai suoi fantasmi, lei, d’altra parte, trova Young Do interessante, ma fa molta fatica, vista la mira per le relazioni fallimentari, a legarsi a un estraneo. Quindi la parte principale del drama è tutta focalizzata al loro avvicinamento, al loro aiutarsi per sistemare il proprio passato, curarsi la cicatrice l’uno dell’altro e, cosa più importante, innamorarsi reciprocamente.

Seo Hyun Jin è entrata perfettamente nei panni di Kang Da Jung, le sue espressioni sono sempre quelle giuste e ho amato la sua recitazione, cosa che non mi era successo per esempio in “The Beauty Inside”. Interpreta una donna dal passato buio che, nonostante sia riuscita a riscattare se stessa e la sua famiglia, è rimasta segnata, sviluppando insicurezze, fobie e attacchi di panico. Personaggio difficile quindi da conquistare, ma con cui è facile entrare in empatia.

L’unico drama in cui avevo visto recitare precedentemente Kim Dong Wook è stato “Coffee Prince”, e mi ha fatto un po’ effetto vederlo passare da ragazzino carino ad adulto fatto e finito, ma la sua dolcezza è rimasta la stessa. Il suo personaggio è uno psichiatra vero, per lavoro e per vocazione, ha il consiglio giusto per tutti e ha la solita sindrome da crocerossino, che spesso contraddistingue i medici. E come tutti i medici, è il peggior paziente in quanto spesso sottovaluta il suo stato d’immunocompromesso.

La coppia mi è piaciuta molto, sia esteticamente che psicologicamente. La loro conoscenza e il loro innamoramento, nonostante la crescita lenta e graduale non mi ha mai annoiata, anzi, mi ha scaldato il cuore.

Yoon Park

Yoon Park invece interpreta Chae Jun, ma qui il suo personaggio e la trama secondaria sono stati per me inutili e noiosi. Questa parte del drama non aggiunge nulla alla storia principale, è solo lì di accompagnamento e se all’inizio può risultare interessante, con il passare delle puntate diventa solo un ottimo motivo per usare la velocità aumentata del riproduttore. Il talento dell’attore è indubbio, ma la sua storia misteriosa è stata gestita davvero male, perdendosi nei meandri del drama, per diventare solo elemento di disturbo.

In contrasto a questo elemento di disturbo troviamo i personaggi secondari, amici di uno o dell’altro protagonista, hanno molta chimica e le loro scene insieme sono davvero piacevoli.

Un altro personaggio importante è Moon Mi Ran, la madre di Da Jung, interpretata da una delle mie ajumma preferite, l’attrice Oh Hyun Kyung, che ho amato. Il suo passato tremendo per lei ormai è un ricordo, è riuscita a crescere da sola i suoi 2 figli e vive la sua vita al meglio.

REGIA E SCENEGGIATURA

La regia è stata pregevole, ma con la tvN non avevo troppi dubbi, ho notato però una strana cosa, cioè il montaggio sonoro dei primi 5 o 6 episodi ha dato la sensazione che il drama fosse proprio un genere thriller, ma nella realtà dei fatti la storia di base, come detto precedentemente, non è un thriller. Credo che questa scelta sia stata pensata per incuriosire il pubblico e renderlo ansioso di ciò che sarebbe potuto accadere dopo, però se posso essere sincera mi ha un po’ disorientata.

La sceneggiatura della parte romantica credo sia stata la meglio eseguita, ha tenuto in considerazione le numerose sfumature delle relazioni e la gradualità del processo dell’innamoramento. L’amore è cresciuto grazie alla guarigione del cuore dell’altro… Come si fa a non commuoversi? Anche le sotto trame secondarie che vedono come protagonisti gli amici dei protagonisti hanno la loro dignità e sono molto godibili.

L’unico inconveniente di questo drama, come già detto è la trama mistery secondaria. Immagino il team di sceneggiatori che durante le loro riunioni pensava a come rendere You are my spring più frizzante, probabilmente uno degli autori (un pezzo grosso) si stava facendo un pisolino e non aveva capito molto bene di cosa parlasse il drama, si sveglia improvvisamente e urla: ‘’Omicidio, mistero, terrore, è quello che ci vuole’’ e gli altri probabilmente non hanno avuto il cuore di contraddirlo, sicuramente sarà andata così.

OST

Le OST sono poche ma belle. “In Ruin” dei Raiden è un brano lento ma intenso. “Because its You” di SURL è una bellissima traccia di soft, “Still Wonder” di Ha Hyun Sang è una canzone allegra che ti fa battere il cuore, “A Butterfly Flew Away” è una canzone piacevole con bellissimi testi cantati da Kim Min Seok ed emana vibes di drama vecchia scuola, così come “Dear My Spring”. Le ho praticamente tutte in playlist. 

Opinione personale:

Guardare You are my spring nello stesso periodo di Nevertheless è stato catartico: la storia d’amore che viene delineata nel primo show è esattamente l’opposto di quella che viene descritta nel secondo, ovvero l’amore viene trattato come terapia delle ferite del cuore, come un rapporto maturo e saldo. Il modo in cui Da Jung e Young Do sono passati da estranei a conoscenti ad amici a infine amanti è un evento naturale e piacevole, un vero viaggio nei sentimenti (no, non è Temptation Island). Il loro modo di accompagnarsi l’un l’altro, tendersi le mani, ascoltarsi a vicenda, fare del loro meglio per capirsi, prendersi cura delle ferite l’uno dell’altro e guarire ogni piccolo angolo del cuore dell’altro, è salutare e mette fiducia nell’umanità. La loro storia d’amore calda e curativa.

Il rapporto di madre e figlia tra Mi Ran e Da Jung rimanda a Una mamma per amica visto che non solo la differenza d’età è minima, ma anche il loro rapporto è così limpido che le due spesso sembrano proprio delle amiche. L’amicizia è un altro topos ben utilizzato nel dramma, il trio maschile ha mostrato l’essenza dell’amicizia di vecchia data, mentre il trio femminile ha mostrato come la vita talvolta ti metta sulla strada esattamente le amiche di cui hai bisogno.

Durante la messa in onda del drama il fandom si è lamentato del fatto che ci fosse poca chimica tra i protagonisti, io onestamente credo che il tipo di approccio all’amore è stato solo diverso rispetto al solito. In realtà, se ci pensiamo, ogni relazione è diversa, infatti la definizione di amore e romanticismo cambia per ogni coppia, e in questo caso si tratta di una relazione matura, equilibrata, sana e a presa lenta, che non tutti riescono ad apprezzare.

La grande pecca del drama, come già detto più volte è stata sta maledetta voglia di thriller, ma che ci azzecca??? Avrei preferito 2 o 3 puntate in meno, ma godermi a pieno la magia della relazione principale. Forse c’era la volontà di richiamare quanto fatto in “When The Camellia Blooms” ma non è andata proprio benissimo. 

CONCLUSIONE

Nel complesso questo drama è carino, ma non so se ve lo consiglio a cuor leggero. Se non ci fosse stato questo enorme neo nella sceneggiatura avrei dato 8.5, ma quella parte c’è, e si sente, quindi devo scendere a 7/10.

Per oggi è tutto gente. 

Al prossimo drama.
Mariapia. 

Mariapia

Ciao, sono Mariapia, classe ’92, da sempre appassionata di cultura orientale e inizialmente patita di anime e manga (maledetta MTV), dal 2018 sono precipitata nel vortice dei drama, sai, quando parte il colpo di fulmine non ci si può fare nulla. Genere preferito: fantasy e storici, ma sono anche un’inguaribile romantica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: