Youth of May | Recensione

‘’II mondo che conoscevo è crollato in 3 giorni”. Potrei fermarmi qui per raccontarvi quello che si prova a vedere Youth of May, drama da 12 episodi da circa 60 minuti, che potete trovare tradotto in Italiano su Viki.  

Maggio 1980, Gwangju, per una serie di coincidenze un impeccabile studente di medicina e un’infermiera si incontrano e si innamorano, la storia parte così e sembra focalizzarsi unicamente su questa meravigliosa coppia con l’ambientazione storica a fare da sfondo retró. Nulla di più sbagliato. La vicenda di questi due ragazzi è un pretesto per farci capire quanto sia stato atroce quel momento tragico della storia coreana. Perché nel maggio del 1980 a Gwangju, con l’indire della legge marziale, ci furono delle rivolte, che vennero placate con il sangue, senza pietà per anziani, bambini, e giovani. 

Ecco un esempio di come l’arte possa avere una funzione sociale, quella di ricordare anche ciò che più desideriamo dimenticare, perché anche ciò che provoca tristezza fa parte della storia di un paese e della sua gente. In Youth of May è riconoscibile lo sforzo di far rivivere la memoria collettiva, mescolando aspetti di finzione ad altri che rimandano alla crudele realtà. 

Il drama usa lo stratagemma di portarci dentro la narrazione facendoci conoscere la coppia principale: Myung Hee, infermiera con una propensione naturale a sacrificare se stessa per il prossimo e Hwang Hee Tae, studente di medicina perfetto prossimo alla laurea, con un evidente disturbo post traumatico che non gli permette di esercitare la professione. Lei per vari motivi è stata costretta a rinunciare al proprio futuro, finché non si presenta finalmente l’opportunità di fuggire per studiare all’estero. Ma cosa fare, quando incontra Hwang Hee Tae a un incontro al buio e se ne innamora?

I protagonisti vivono il loro amore, nato come un colpo di fulmine e intensificato dal momento storico che vivono, in questo terribile mese di Maggio, che con la sua bellezza rappresenta la rinascita, in un momento di morte. L’intesa della coppia è quasi magica: gli sguardi, i silenzi, i piccoli gesti che si contrappongono alla ruvidità della realtà che la circonda sono costruiti in modo tale che si crei questo contrasto di armonia che cammina nella distruzione. L’amore verrà osteggiato in ogni modo: dalle famiglie, dal lavoro, dallo spirito di sacrificio dei due, e soprattutto dalla tragedia che incombe.

CAST & PERSONAGGI

I protagonisti si confermano essere degli ottimi attori, le loro interpretazioni sono state perfette: Lee Do Hyun è ormai una garanzia, calza a pennello ogni ruolo che interpreta (come Mary Poppins, sempre perfetto sotto ogni aspetto), ormai mi butto a capofitto in ogni produzione che abbia lui tra gli attori (mi va bene anche un cameo).  Go Min Shi mi ha colpita, ricordo di aver storto il naso quando ho appreso che lei sarebbe stata la protagonista di Youth of May, visto che l’avevo vista interpretare solo ragazze fredde e maleducate, ma ragazzi, quanto mi sbagliavo, non è più la fastidiosa Gul Mi di Love Alarm, ma rimarrà per sempre la meravigliosa Myeong-Hee.  

Tra i personaggi secondari Geum Sae Rok interpreta la migliore amica della protagonista, una ragazza di buona famiglia che sotto banco fa parte del gruppo dei rivoltosi, tramite lei veniamo trasportati anche nel lato della rivolta. La rappresentazione di questi universitari impegnati per i loro diritti mi ha ricordato il film italiano Il Grande Sogno (parla delle rivolte studentesche del ’68), cosa che mi ha fatto capire che alla fine la storia delle nazioni, anche se distanti, quasi opposti ha dei lati comuni, perché la crudeltà umana è indipendente dalle differenze culturali. 

Un aspetto interessante del drama è la presenza del ‘cattivo’, che viene rappresentato da un personaggio vero e proprio, ovvero il padre del protagonista, Hwang Gi Nam, che cerca di controllare il figlio e di osteggiare la coppia principale, ma soprattutto il suo ruolo si mischia alla politica repressiva, per farci capire che il vero Cattivo è in realtà la crudeltà umana. 

PRODUZIONE

Il ritmo di questo drama è stata una delle cose che lo ha reso interessante da guardare. Mi è piaciuto il modo in cui le cose non sono degenerate né troppo velocemente né troppo lentamente. C’è un buon equilibrio tra spensieratezza, romanticismo, melodramma e storia principale del drama. 

L’ambientazione e la fotografia sono poesia, tutto rimanda davvero alla primavera, a Maggio, ci sono dei frame che potrebbero tranquillamente essere dei quadri, per poi contrastare con il sangue che andrà a macchiare quei meravigliosi fiori di ciliegio rosa, perché non faccio spoiler se dico che il finale è duro, difficile da digerire: questo drama racconta una storia nella STORIA con la lettera maiuscola, vi dico solo che si piange molto ma non mancano le lacrime di tenerezza e gioia.

Le OST sono dolci e lo strumento principale è assolutamente la chitarra acustica, visto che il nostro protagonista la suona ed è un grande amante della musica. Queste canzoni accompagnano sia momenti felici che momenti di struggimento, facilitando l’apertura dei dotti lacrimali.  

TIRANDO LE SOMME

Per quanto mi riguarda Youth of May è una perla rara, unica nel suo genere, da vedere assolutamente, soprattutto perché racconta un pezzo della storia coreana che non ho visto rappresentato in altri drama, e lo fa in modo così poetico in sole 12 puntate che non avete scuse per non dargli una chance. Consiglio solo di aspettare un momento in cui si riesce ad accogliere una storia così densa. Voto 10/10

Di fronte alla tempesta, l’unica cosa che potevamo fare era tenerci per mano per non perderci l’un l’altro

– Youth of May –

Ho davvero pianto tutte le mie lacrime.


Curiosità: Siamo in attesa del drama Snowdrop, in programma per il prossimo Dicembre, ambientato a Seoul nel 1987, periodo di grandi rivolte studentesche in Sud Corea, con Jung Hae In e Kim Ji Soo come protagonisti. Il titolo è stato travolto da una controversia ancor prima di andare in onda, per lo stesso marasma che ha coinvolto “Joseon Exorcist“, ma sono fiduciosa che questo drama prima o poi arriverà e ci conquisterà. 

Al prossimo drama.

Mariapia

Mariapia

Ciao, sono Mariapia, classe ’92, da sempre appassionata di cultura orientale e inizialmente patita di anime e manga (maledetta MTV), dal 2018 sono precipitata nel vortice dei drama, sai, quando parte il colpo di fulmine non ci si può fare nulla. Genere preferito: fantasy e storici, ma sono anche un’inguaribile romantica.

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